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Oltre il logo: trasformare i valori in identità visive

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Grafica trasformare i valori in identità visive

So bene che siamo tutte, costantemente, alla ricerca di quel perfetto equilibrio tra gestire il nostro business, curare la nostra vita personale e trovare il tempo per essere creative.

È una sfida quotidiana. Soprattutto, quando si è sole al comando e si cerca di far emergere il proprio brand in un mondo digitale affollato e competitivo.

Quante volte ti sei chiesta se il design che utilizzi per fare marketing riflette davvero chi sei e ciò in cui credi? Quante volte hai sentito il bisogno di una guida che ti affianchi nel definire la tua identità visiva e che ti accompagni in questo viaggio?

Oggi ti presento un ospite speciale: una talentuosa grafica, specializzata in identità visiva, che ti darà dei consigli preziosi su come far brillare il tuo brand nel mondo digitale, mantenendo sia una coerenza visiva, che parla al cuore dei tuoi clienti, che la coerenza con la tua mission.

Tabella dei contenuti

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Con Chiara Serluca, graphic e brand designer, parliamo di identità visiva.

Preparati a ricevere consigli preziosi ed a scoprire come puoi far brillare la tua impresa nel mondo digitale, mantenendo una coerenza visiva, che parla al cuore dei tuoi clienti.  

Chiara lavora fianco a fianco con liberi professionisti, con imprenditrici digitali, per creare un’identità visiva. Il suo obiettivo è quello appunto di catturare l’essenza di un brand e di trasformarlo in immagine. Immagina logo, palette di colori, font, immagini e materiali grafici, che respirano la tua personalità, rendendo il tuo brand irresistibile e, soprattutto, felice.

Perché è importante avere un’identità visiva ben sviluppata?

Francesca Sparaco:

Chiara, vuoi spiegarci perché un’identità visiva ben sviluppata è cruciale per un brand, per una solopreneur, per una donna che fa business?

Chiara Serluca:

Soprattutto negli ultimi tempi, in cui molte promuovono la propria attività online, è cruciale riuscire ad emergere ed a distinguersi da tutte le altre donne, che fanno il nostro sesso lavoro.

Dobbiamo essere riconoscibili e memorabili. Questo è uno dei vantaggi dell’avere un’identità visiva, che ci possa rispecchiare e descrivere per come siamo. 

Un secondo vantaggio è quello di essere visibili rispetto alla marea di post che troviamo su Instagram.

Un terzo vantaggio è quello di veicolare il nostro messaggio in un certo modo, affinché il nostro pubblico parli di noi come noi desideriamo.

Il branding è proprio questo: far parlare il nostro pubblico di noi quando noi non siamo nella stanza. Dobbiamo, quindi, cercare di inculcargli quello che deve dire. Grazie a un’identità visiva ben progettata e a nostra misura, il nostro pubblico dirà quello che noi vogliamo che dica. 

Ultimo, ma non per importanza, un’identità visiva ben progettata ci aiuta ad infondere determinate emozioni e sensazioni all’interno del cuore del nostro pubblico.

Francesca Sparaco:

Allora diciamo che l’identità visiva è la nostra firma nel mondo.

Il design deve avere una funzione 

Chiara:

Un design fatto bene è quello che segue la funzione. Se vogliamo esprimere qualcosa, gli elementi grafici che vengono scelti devono esprimere quel qualcosa. Quindi, non  si tratta di scegliere colori a caso, elementi a caso e font che mi piacciono. Insomma, tutto deve avere uno scopo e una funzione.

Francesca: 

Ci vuole una cura attenta, che permetta di creare qualcosa che ci distingua, ma che sia anche coerente. Un brand con dei colori, che non rispecchiano la sua identità, non comunica il messaggio giusto.

Tante, magari, non avendo budget all’inizio, vanno un po’ a sentimento e scelgono i colori che gli piacciono. La realtà è che se sei un personal brand questa è una scelta chiave.

È, veramente, importante che tu riesca a lasciare un’impressione duratura e questo passa anche attraverso un design che si fa ricordare. 

Trasformare i valori in identità visive

Francesca:

Quindi, Chiara, quello che fai è trasformare quelli che sono i nostri valori, la nostra mission, la nostra vision in una identità visiva?

Chiara:

Partiamo sempre dalla mission, dalla vision e dai valori, perché con essi si può creare la base strategica del brand. Su queste basi si costruisce l’identità visiva. 

Francesca:

Se un cliente arriva da te senza avere le idee chiare, riuscite a far emergere questi aspetti? Ad esempio, fate una Moodboard su Pinterest?

Chiara:

Se serve, do un questionario dove ci sono varie domande a cui rispondere. Da qui, potrei capire meglio la persona. 

Poi, il lavoro prosegue con una Moodboard, per capire se, effettivamente, ho compreso bene che tipo di persona ho davanti. Una volta che la cliente mi ha confermato che può andare bene, io proseguo e creo le mie proposte.

Di solito, una delle tre proposte che faccio vedere viene accettata. Quindi, diciamo che questo lavoro funziona ed è utile per avere un punto di partenza e per non lavorare su basi inventate o vaghe.

In questo modo, si evitano perdite di tempo e di soldi ed arriviamo al progetto concluso.

Creare il logo con Canva: si o no?

Francesca:

Parliamo di Canva, che è un ottimo assistente, un ottimo aiutante e può essere sfruttato dalle solopreneur e da chi fa business proprio per creare dei materiali di marketing efficaci. Tuttavia, non può essere utilizzato per fare qualsiasi cosa, giusto?

Chiara:

No, per esempio, il logo non si potrebbe creare con Canva, poiché su Canva ci sono degli elementi preconfezionati. 

I loghi sono preconfezionati: basta inserire il nome del nostro brand ed abbiamo creato il logo, ma, in questo modo, possiamo rischiare di vedere loghi identici all’interno del web. In ogni caso, sono loghi non personalizzati, che non rispecchiano pienamente l’essenza del nostro brand. 

Inoltre, non è possibile registrarli come marchi. Se un’imprenditrice ha intenzione di lavorare seriamente al proprio business e di registrare il marchio, deve dimenticarsi del logo con Canva.

Io lo sconsiglio sempre anche a chi è all’inizio. Si può prendere un po’ di ispirazione, però, secondo me, chi ben comincia, magari già con una professionista, è già a buon punto.

Partire con un logo provvisorio, creato su Canva, potrebbe anche confondere il pubblico. Quindi, è sempre meglio partire subito bene, con un professionista, che crei un’identità visiva professionale.

Francesca:

Esatto. Prima si dovrebbe fare questo lavoro perché i colori veicolano un messaggio e deve essere tutto coerente.

Chiara:

Eh sì, anche la creazione del sito è collegata all’identità visiva.

Francesca:

Tra l’altro, se fate il logo con Canva, non potete avere il vettoriale.

Chiara:

Sì, il vettoriale è l’estensione più utile di tutte, poiché con questa potete ingrandire all’infinito il vostro logo e utilizzarlo su tutti i formati, stamparlo su tutti i formati, in qualsiasi dimensione, senza che perda qualità. Su Canva, questo non può avvenire. I grafici, come me, lo costruiscono con Illustrator, un programma professionale di Adobe.

Vantaggi e limiti di Canva

Francesca:

Va anche detto che Canva ha innumerevoli altri vantaggi. Non può essere utilizzato, ad esempio  per la creazione di loghi e per creare delle identità visive, ma, secondo me, è un luogo in cui prendere spunto e, anche se non siamo delle grafiche, grazie a Canva, possiamo creare qualcosa di accattivante. Quindi, quali sono i vantaggi e i limiti di Canva?

Chiara:

Va benissimo per le grafiche sui social. Ci sono milioni di template a cui attingere. Naturalmente vanno sempre personalizzati con i colori e font del vostro brand. 

Conosco, però, persone che perdono ore ed ore su Canva. Questo è uno dei limiti, ma si tratta più che altro di un limite della persona stessa, che perde ore su Canva a scegliere il template giusto e tutte le volte ne sceglie uno diverso. Magari, poi, perde un’ora a scegliere i colori ed i font. Questi ultimi, in realtà, andrebbero stabiliti a priori.

Si devono, poi, inserire le proprie immagini, i propri testi e va personalizzato il tutto. 

Un altro dei vantaggi è che, una volta scelta la base dei modelli, si possono utilizzare sempre quelli. Si devono solo cambiare il testo e le immagini, ma il modello è sempre quello.

Insomma, si perde un po’ di tempo all’inizio, ma poi è tutto più veloce, perché si ha già il modello pronto e si deve solo aggiungere il contenuto nuovo. 

Un altro svantaggio è che l’ampissima scelta di modelli, font e colori possono confondere chi non ha le idee chiare sulla sua identità visiva.

Sceglierne 3 o 4 insieme, sulla stessa slide può creare confusione, anche visiva, e un effetto assolutamente negativo per quanto riguarda il design e la comunicazione visiva. 

Il mio consiglio è questo: scegli massimo due font, in modo che la loro combinazione possa creare un effetto piacevole per chi legge i vostri post. Se, poi, ne hai la possibilità prova con Canva Pro i nuovi strumenti d’intelligenza artificiale per velocizzare la creazione dei vostri contenuti e per renderli più originali ed accattivanti.

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Solopreneur ed identità visiva

Francesca: 

Per tornare all’identità visiva, che cosa consigli alle solopreneur che desiderano lavorare ad essa?

Chiara:

Alle solopreneur, consiglio di analizzare loro stesse e pensare, veramente, a che cosa vogliono esprimere, in quali valori credono e a quali emozioni vogliono infondere nel loro pubblico. Devono rendersi conto della loro mission e della loro vision e, a questo punto, tradurre tutto in colori. Questo si può fare, anche cercando di verificare il significato dei colori attraverso la psicologia del colore.

Devono, quindi, vedere se quello che vogliono veicolare viene trasmesso attraverso uno specifico colore. Devono anche pensare a uno stile che possa rappresentarle. 

Quindi, un’avvocatessa, per esempio, che vuole esprimere autorevolezza per il suo studio, non può scegliere un font fumettoso, che fa perdere completamente quest’aura di professionalità. Anche se le piace tantissimo, non è adatto. 

È fondamentale trovare dei font adatti a quello che si vuole esprimere, con colori, font, stile fotografico ed elementi grafici che più ti si addicono. 

Se sei una professionista che si dedica ai bambini, per esempio, utilizza forme morbide e tondeggianti per rappresentare l’accoglienza della famiglia, della mamma, del bambino e non elementi spigolosi o troppo squadrati.

Francesca: 

Grazie a questi due esempi abbiamo capito che un font è molto più di un segno grafico e che una professionista ci può aiutare a presentarci in modo non artigianale nel mercato.

Il rischio è di fare una brutta figura e di non essere presi sul serio, se non sei professionale. I potenziali clienti potrebbero pensere che se sei partita con il tuo business e non hai investito nella definizione di un logo, di un brand e di un’identità che ti rispecchi, forse non si dovrebbero fidare di te.

Se tu stessa non credi in primis al tuo business, al tuo brand, tanto da investirci, perché gli altri dovrebbero farlo?

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Canva è uno strumento utilissimo, ma va usato nel modo giusto. Lo vedremo insieme nella Masterclass che si terrà il 18 marzo. Puoi iscriverti qui.

Ci saremo proprio io e Chiara. Un’ora la farà lei, un’ora la farò io. Ci sarà spazio, ovviamente, per alle domande, una live Q&A, ma, se non puoi essere presente, ci sarà anche la registrazione.

Chiara si occuperà dalla parte grafica e dell’utilizzo di Canva con gli strumenti di intelligenza artificiale. Io, invece, ti mostrerò come puoi sfruttare Canva per semplificare la creazione dei tuoi materiali di marketing creando dei video in modo semplice e veloce.

Se volete seguire Chiara, potete iscrivervi alla newsletter direttamente sul suo sito. In regalo, riceverete la Bag delle Meraviglie, ricca di contenuti e risorse utili per il vostro brand e le vostre grafiche. Ci sono anche dei template modificabili su Canva.

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Ascolta l’intero episodio, cliccando qui.

Oppure guarda il video su You Tube.

Francesca

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