SEO trends 2025
Alcuni dei trends che abbiamo visto emergere nel 2024 continueranno a consolidarsi.
- L’ascesa dell’intelligenza artificiale (AI) e dell’apprendimento automatico nei motori di ricerca, che consente loro di comprendere meglio le intenzioni degli utenti e di fornire risultati più pertinenti;
- Google darà sempre più importanza all’esperienza dell’utente, alla competenza, all’autorevolezza e all’affidabilità (E-E-A-T) di chi scrive, sostenendo la produzione di contenuti etici e di alta qualità;
- L’intelligenza artificiale (come ChatGPT) continuerà a modellare la SEO per renderla più colloquiale.
Comprendere queste tendenze può aiutarti a posizionarti più in alto, a generare più traffico ed a connetterti con più potenziali clienti.
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Strategie SEO 2025
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Contenuti: i contenuti pilastro e i contenuti cluster
I contenuti continueranno ad essere fondamentali per il tuo sito.
A questo proposito mi preme parlare di contenuti pilastro e cluster.
Nel 2025, i contenuti pilastro, cioè quelli più lunghi e approfonditi, che coprono un’ampia area di competenza e che creano, davvero, fiducia, autorità e ci stabiliscono come leader di pensiero, continueranno ad essere centrali.
Dovranno essere contenuti estremamente utili e soprattutto ricchi di contenuti multimediali.
Dovrebbero, inoltre, aiutare i clienti a risolvere i loro problemi. Per farlo è necessario intercettare e capire l’intento di ricerca.
I contenuti Cluster, invece, potranno essere più brevi e concisi, perché dovrebbero rispondere ad una domanda specifica, e ci aiuteranno a risolvere quelli che sono i punti critici dei nostri clienti (per questo motivo è fondamentale fare l’analisi della nostra target audience per qualsiasi attività di content marketing che facciamo).
Contenuti che ti fanno trovare nella rete – Multicanalità
Oltre ai contenuti di qualità, che ci fanno ottenere backlinks, non possiamo dimenticarci di una serie di altri elementi che saranno sempre più importanti.
Parlo, in particolare, dei video, sia quelli di youtube, che quelli verticali, e di tutto ciò che rende multicanale la nostra strategia.
Questi sono i contenuti che creano consapevolezza, che migliorano il riconoscimento del nostro brand, che ci permettono di parlare ad un nuovo pubblico, quello cosiddetto “freddo”, e che lo riscaldano un po’.
Può trattarsi di qualsiasi cosa, dai video di TikTok, agli shorts di YouTube, alle storie di Instagram, alle live con altri ospiti (naturalmente, non salvati su Instagram, perché quei contenuti non si indicizzano!).
Mi si domanda spesso, in proposito, se i link dei social media servono. Sappiamo che i link dai social media non portano autorità nello stesso modo in cui lo fanno i link dai siti web, ma portano persone vere, appassionate e amorevoli verso i nostri siti.
Non ho mai creduto al mito “Google ama i contenuti regolari”. Piuttosto, Google ama contenuti solidi, utili e dettagliati che mostrano esperienza, competenza e umanità (o EEAT, con l’aggiunta di H per umanità – EEATH).
Credo che Google tenda a premiare i contenuti migliori, non solo quelli più recenti (a meno che la query non meriti freschezza). Quindi, se riesci a pubblicare un favoloso articolo di 3000 parole… fantastico! Se, invece, stai scrivendo articoli inutili di 3000 parole per “accontentare Google”, smettila subito!
Inoltre, tieni presente che, con l’avvento dei contenuti generativi, i post del blog che scriviamo devono essere di “livello superiore”. Ricorda che se ChatGPT può scriverlo con facilità, probabilmente non è necessario scriverlo. Noi dobbiamo distinguerci!
Comprensione della Search Generativa di Google: come plasmerà la ricerca degli utenti?
Probabilmente ti stai chiedendo cosa è la Search Generativa di Google?
La Search Generativa è una tipologia di ricerca che migliora le interazioni con l’utente, fornendo risposte chiare e concise ad una sua query di ricerca. Fornisce, inoltre, elementi visivi pertinenti e un modello che porta al coinvolgimento dell’utente in un modo che definirei “conversazionale”.
Per essere chiari, non è un Chat bot come ChatGPT.
Quando esegui una ricerca su Google, viene visualizzato un risultato, basato sull’intelligenza artificiale. Questo, in realtà, avviene già ora. L’istantanea che avremo includerà collegamenti pertinenti ad alcune delle fonti sottostanti e ulteriori suggerimenti per esplorare l’argomento.
Immagina che Google si evolva in un assistente più conversazionale, che comprende e risponde alle tue domande in modo più umano.
Questa tendenza indica uno spostamento verso un’esperienza di ricerca più interattiva e user-friendly, in cui l’algoritmo comprende e anticipa le esigenze e le intenzioni degli utenti.
Attualmente, la Search Generativa di Google è disponibile negli Stati Uniti.
Quello che possiamo vedere circa il funzionamento della Search Generativa ci fa, però, intuire quelli che sono dei possibili trends e questo ci consente di sviluppare delle strategie per il 2025.
1. Fornisci opinioni ed analisi di esperti
La Search Generativa sembra sintetizzare informazioni e analisi da più fonti per costruire la sua risposta.
Ciò significa che fornire un’analisi o un’opinione di esperti su un argomento può aumentare le tue possibilità di apparire nei risultati di ricerca.
2. Utilizza un linguaggio diretto
Da quello che sappiamo della Search Generativa possiamo vedere che c’è un riferimento a sezioni intere e blocchi di testo, proprio come con gli snippet in primo piano.
Ciò significa che creare sezioni ed elenchi puntati organizzati ed organizzare i contenuti in modo schematico potrebbe rendere i tuoi contenuti più semplici da comprendere per Google e quindi da visualizzare nella Search Generativa.
In ogni caso, non abbandonare le pratiche SEO tradizionali a causa di Search Generativa. Sebbene i risultati generati dall’intelligenza artificiale possano modificare il comportamento degli utenti, le SERP includeranno ancora risultati di ricerca tradizionali.
In questa fase, è troppo presto per sapere con quale frequenza gli utenti si affideranno alla Search Generativa per rispondere alle loro domande. Molti utenti potrebbero ancora scegliere di fare clic sui risultati di ricerca tradizionali, che sono ancora visualizzati nella SERP.
Le ricerche zero click: come le puoi sfruttare?
Altro aspetto da considerare sono le ricerche zero click. Si tratta di quelle ricerche che portano gli utenti ad ottenere le informazioni desiderate e quindi una risposta, senza la necessità di fare click su un risultato.
Le ricerche senza click sono in aumento. Ciò significa più ricerche in cui un utente non fa click su nessuno dei risultati visualizzati.
Secondo lo studio di Semrush “Zero-Clicks”, il 57% delle ricerche da mobile e circa un quarto di quelle da desktop lasciano la SERP senza fare click su un risultato organico o a pagamento.
Le persone potrebbero non fare click su un risultato per motivi diversi:
- L’utente ha fatto una ricerca che produce un risultato immediato per cui non serve fare click. Mi immagino, ad esempio, le volte che uso Google per fare una conversione da Sterline ad Euro;
- L’utente fa una ricerca locale e Google fornisce informazioni molto complete (come posizione, dettagli di contatto o orari di apertura) direttamente nella mappa;
- Quando si tratta di celebrities o di informazioni da enciclopedia per cui compare il knowledge panel con tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno.
Con strumenti come Semrush è possibile individuare quali sono le parole chiave che portano ad un Featured Snippet, che generalmente non da il click.
Semrush è lo strumento SEO che utilizzo e che ti consiglio di usare se hai una buona conoscenza SEO. Ti segnalo che se clicchi qui potrai accedere a una prova gratuita di Semrush per 14 giorni e non solo agli standard sette giorni che di solito si hanno… approfittane!
Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale e i Chat bot stanno rimodellando il modo in cui gli utenti cercano e trovano informazioni nel web.
Questo modificherà le nostre abitudini e, di conseguenza, avrà un impatto anche su quello che google mostrerà. Dovremo, quindi, riadattare i nostri contenuti per venire incontro a quello che gli utenti vogliono.
È per questo che ora si sta facendo largo l’acronimo AIO, Artificial Intelligence Optimisation.
Con la disponibilità di chatbot, assistenti intelligenti e ricerca vocale, gli utenti cercano sempre più risposte immediate senza la necessità di fare click su una pagina web.
Quindi che fare?
Il mio consiglio è quello di affiancare, alle tradizionali strategie di ottimizzazione, contenuti più brevi, concisi, che rispondono ad una domanda precisa.
Per questo ti consiglio di includere delle domande frequenti nei tuoi articoli.
Da questo punto di vista ti viene ancora in aiuto Semrush, che, con il suo Keyword Magic Tool, ti fa filtrare la ricerca in base alle domande, che gli utenti fanno più spesso su un argomento. Le puoi, poi, inserire all’interno dei tuoi articoli.
Altro consiglio per continuare ad avere traffico dai motori di ricerca è quello di lavorare su subtopic e clusters.
In questo modo potrai:
- sviluppare contenuti completi su un argomento specifico;
- costruire un insieme di articoli su argomenti correlati tra loro;
- implementare un’architettura del sito che consenta agli esseri umani ed ai bot di scoprire facilmente contenuti correlati pertinenti.
Ecco, allora, che torniamo a parlare di clusters. Un cluster di argomenti è un gruppo di pagine o articoli tematicamente correlati, collegati tramite collegamenti interni.
Quando lavori in questo modo, avrai una pagina pilastro principale, che è supportata da pagine di sottoargomenti correlate interconnesse per distribuire l’autorità e guidare la navigazione dell’utente.
SEO Video
I video sono un altro importante modo per farsi trovare nel web.
Questo perché le persone amano guardare i video.
Il rapporto Video Marketing Statistics 2024 di Wyzowl mostra l’importanza dei contenuti video nel futuro della SEO. Ecco alcuni risultati chiave:
- L’87% dei consumatori afferma che la qualità dei video influisce sulla fiducia in un brand;
- Il 91% delle aziende utilizza i video come strumento di marketing, mantenendo un livello record da quando Wyzowl ha iniziato a monitorare questi dati nel 2016;
- L’82% delle persone afferma che guardare un video li ha convinte ad acquistare un prodotto o servizio.
Quindi, la tua strategia SEO 2025 non può prescindere dall’utilizzare dei Video per aumentare la tua base di clienti e favorire la crescita del tuo business.
L’esperienza dell’utente
Sebbene la definizione di buona esperienza utente sia cambiata nel corso degli anni, Google ha costantemente dato priorità ad offrire i migliori risultati agli utenti rispetto ad altri fattori.
È lecito, dunque, ritenere che nel futuro della SEO questa tendenza continuerà.
Come ti puoi concentrare sull’esperienza dell’utente?
Garantisci che i tuoi contenuti forniscano costantemente le risposte più utili e accurate a delle domande specifiche e che lo facciano in modo facile.
Sviluppa, inoltre, contenuti che dimostrino una profonda conoscenza e competenza nel tuo campo.
Naturalmente, tutto questo deve essere fatto con un sito veloce. Migliora, quindi, l’esperienza utente del tuo sito web, ottimizzando i Core Web Vitals, metriche che Google considera essenziali nell’esperienza utente complessiva di una pagina web.
Conclusioni
La SEO esisterà tra cinque anni? In breve, sì.
La SEO continuerà ad esistere e ad evolversi, adattandosi ai progressi tecnologici ed ai nuovi comportamenti degli utenti.
I principi fondamentali di ottimizzazione dei contenuti, affinché siano trovati rapidamente e siano utili agli utenti, non cambieranno. Tuttavia, avere un approccio creativo e sviluppare nuove strategie e tattiche per allinearsi agli algoritmi emergenti dei motori di ricerca e alle preferenze degli utenti ci darà più possibilità di essere trovati.
L’intelligenza artificiale ucciderà la SEO?
No, l’intelligenza artificiale non ucciderà la SEO. Invece, la trasformerà, come stiamo vedendo.
Le tecnologie AI come GPT-4 migliorano la SEO, offrendo approfondimenti più dettagliati, automatizzando le attività e consentendo esperienze utente più personalizzate.
I professionisti SEO devono adattarsi, sfruttando l’intelligenza artificiale per ottimizzare i contenuti e le strategie in modo efficace, assicurandosi che siano in linea con gli algoritmi dei motori di ricerca e le intenzioni degli utenti.
Ha ancora senso parlare di SEO nel 2025?
Assolutamente si. La SEO rimane una componente fondamentale del marketing digitale. Garantisce visibilità nei risultati dei motori di ricerca e indirizza il traffico organico, quello gratuito, senza Ads.
Le metodologie potrebbero evolversi, ma la necessità di ottimizzare per i motori di ricerca persisterà, rendendo utile la SEO. Con aggiornamenti costanti degli algoritmi e cambiamenti nei comportamenti degli utenti, prepararsi per il futuro della SEO significa implementare un approccio strategico per il successo online.
Non aspettare di vedere cosa riserva il futuro. Preparati sin da ora!
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Francesca
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