
Ciao sono Francesca e sono una Business Coach:
Aiuto imprenditrici e professioniste a costruire una presenza solida online, migliorando la visibilità del loro brand e liberandosi dalla dipendenza esclusiva dai social..
Io stessa ho avviato la mia attività da zero e conosco le difficoltà che una persona incontra quando avvia il proprio business online.
Cosa succede nel nostro corpo e nella nostra mente quando pensiamo troppo?
Quando iniziamo a pensare troppo, entrano in gioco alcune sostanze chimiche.
Tra queste ci sono la dopamina, l’adrenalina ed il cortisone.
- La dopamina è un neurotrasmettitore fortemente associato al piacere e alla ricompensa, che contribuisce a generare attenzione, concentrazione, motivazione e felicità.
- L’adrenalina, invece, è un ormone rilasciato dalle ghiandole surrenali in risposta a situazioni stressanti, eccitanti, pericolose o minacciose, che prepara il corpo alla reazione di attacco o di fuga.
- Il cortisolo, un ormone steroideo anch’esso prodotto dalle ghiandole surrenali, è noto come l’ormone dello stress per il ruolo chiave che svolge nella risposta dell’organismo a situazioni difficili o spaventose.
Secondo gli esperti, la dopamina premia la risoluzione dei problemi, innescando sensazioni di piacere e soddisfazione nel cervello. In questo modo, agisce come una potente motivazione, che rafforza i comportamenti legati all’approccio proattivo alla soluzione dei problemi.
Durante la ricerca di una soluzione, i livelli di adrenalina aumentano, migliorando la prontezza mentale e fisica e preparando il corpo all’azione.
Quando iniziano a emergere potenziali soluzioni, entra in gioco anche la serotonina, che favorisce sensazioni di benessere, fiducia e ottimismo.
Tuttavia, se il problema non viene risolto, l’attività della serotonina può diminuire, provocando un calo dell’umore e della motivazione.
A questo punto, subentra il cortisolo, l’ormone dello stress, che compromette le funzioni cognitive e innesca una serie di risposte fisiologiche che rendono ancora più difficile affrontare la situazione.
Rimuginare non è solo una questione di umore e mindset, ma ha un impatto reale sul tuo business.

Perché l’overthinking ha un impatto negativo sul business?
L’overthinking blocca le decisioni: ti fa perdere tempo, energie e spesso anche opportunità.
Gestire un business significa prendere decisioni ogni giorno, alcune grandi, altre più piccole, ma ognuna di queste può facilmente trasformarsi in un loop mentale: E se sbaglio? E se non faccio abbastanza? E se poi cambio idea?
Questo continuo rimuginare porta a progetti che restano nel cassetto, a decisioni rimandate, occasioni che passano e non tornano più, mentre i nostri competitor, che sono più rapidi, ci superano.
C’è una convinzione diffusa: pensare a lungo porterà alla soluzione migliore.
Non è detto!
La psicologa Susan Nolen-Hoeksema, che ha studiato a lungo questo fenomeno, ha scoperto che chi rimugina troppo finisce, in molti casi, per trovare soluzioni piccole e scarse e, spesso, fatica persino a metterle in pratica.
Questo avviene perché, quando siamo bloccati nei nostri pensieri, siamo troppo nella testa e troppo poco nella realtà. Il problema diventa astratto, indefinito, difficile da affrontare concretamente.
Quando l’overthinking ti fa perdere clienti
Quello che mi è successo recentemente all’interno di Master of Sales e anche nel Boss Club mi ha fatto riflettere molto su questo tema.
Chiedevo spesso:
“Ok, ma perché non hai ancora iniziato?”
E la risposta più comune era:
“Perché il funnel non è ancora pronto.”
Se stai lanciando qualcosa di nuovo, è normale che alcune cose le costruirai strada facendo e, soprattutto, il funnel non deve essere perfetto, perché lo modificherai in base ai feedback che riceverai.
Il tuo obiettivo è vendere ed ottenere feedback. Solo dopo potrai migliorare, aggiornare e automatizzare.
Stai evitando di vendere perché stai ancora perfezionando il funnel?
Modifichi l’offerta ogni settimana invece di testarla davvero con persone vere?
Può anche succedere di lanciare qualcosa sul mercato (un prodotto o un servizio) e di non vendere. Subito ci blocchiamo e lo cambiamo, ma spesso lo facciamo più per delle sensazioni che sulla base di dati.
È vero: non sono arrivate vendite. Quello è un dato.
Dobbiamo, però, prima parlare con qualcuno, capire perché non ha funzionato e chiedere feedback.
Sono caduta anch’io in questo loop.
Volevo lanciare un nuovo progetto, ma continuavo a ripensarci, a modificarlo, a farmi mille domande. Alla fine, l’ho lanciato comunque, pur con tutti i miei dubbi.
Quando ho capito che stavo finendo nella trappola del perfezionismo, mi sono detta: “Lo migliorerò in corso d’opera”.
Procrastinazione travestita da produttività
Quello che ti ostacola è la procrastinazione travestita da produttività.
È questo che facciamo quando continuiamo a perfezionare qualcosa invece di lanciarlo. Ci convinciamo che stiamo lavorando duramente, che stiamo migliorando il prodotto e ottimizzando ogni dettaglio.
“Non è pronta la sales page, devo ancora sistemare il funnel, voglio rifinire l’offerta.”
In realtà, stiamo solo rimandando il momento in cui scopriremo se la nostra offerta è valida, se c’è davvero interesse.
Lo stesso vale se stai pensando di avviare un business. Continuare a rimuginare non ti avvicina all’obiettivo.
L’overthinking è il nemico numero uno dell’imprenditoria. Ci fa credere che dobbiamo avere tutte le risposte prima di partire.
Non ti sto dicendo che basta avere un’idea per buttarsi subito, senza fare un minimo di business plan, validazione dell’idea o riflessione sul posizionamento. Queste cose, però, vanno fatte e non pensate all’infinito perché passano i mesi e, a volte, anche gli anni.
Non puoi pensare al posto del mercato. Non puoi anticipare i feedback, né sapere cosa funziona finché non lo testi.
Ogni volta che hai passato ore a immaginare cosa potrebbero pensare i tuoi clienti, invece di chiederglielo, hai perso tempo. Ogni volta che hai riscritto la stessa mail di vendita dieci volte, invece di inviarla per vedere che succede, hai rimandato.
L’overthinking ci fa sentire al sicuro, ma in realtà ci tiene bloccate. Ci fa restare nella zona di comfort, che non produce risultati.
È più facile pensare che agire. È più sicuro pianificare che eseguire.
Come interrompere il loop dell’overthinking
Impara a riconoscere che stai procrastinando
Accetta l’overthinking e, quando ti accorgi che stai tornando sullo stesso problema da giorni, fermati.
Fai una cosa semplice: prendi il telefono, parla con una persona reale, chiedi feedback, testa l’idea e vendi qualcosa.
Unisciti al Boss Club, parla e confrontati con noi.
Cerca, insomma, di interrompere questo loop.
Non creare contenuti a vuoto
Un’altra trappola comune è quella di creare continuamente contenuti e non avere conversazioni vere oppure non avere delle conversioni vere.
Devi analizzare i ROI dei tuoi contenuti, devi capire quali sono i canali che ti stanno portando risultati, conversazioni, feedback e vendite.
Insieme ad una cliente, ad esempio, ho deciso di mantenere Instagram per le stories, per creare connessioni, e di non postare più. Ci siamo, infatti, accorte che tutti i suoi lead venivano dal sito, ben posizionato da un punto di vista SEO. Dato che è importante avere un profilo Instagram curato, abbiamo deciso di mettere un post pinnato in alto, che spiega quali sono i canali dove è possibile contattarla e che rimarrà attiva nelle Stories.
3 passi per smettere di procrastinare nel business e iniziare a vendere
Punto 1 – Definisci da cosa vuoi partire
Stabilisci da cosa iniziare: se devi partire con il tuo business o se sei già partita con un’offerta.
La tua offerta deve avere un risultato chiaro e anche il tuo business deve avere un risultato chiaro.
Il tuo business può essere rivolto ad un solo target o può avere più target, ma deve avere un messaggio definito.
La tua offerta deve essere semplice, facile da capire e facile da comprare. Se è troppo complicata, infatti, le persone si spaventano e non comprano.
Punto 2 – La generazione di contatti non deve essere fatta tutta sui social
Scegli uno o due canali che si adattano a te e presidiali con costanza.
Utilizza i social per fare networking e, poi, supporta le tue attività di marketing con altri canali, come YouTube, il blog, il tuo podcast o l’email marketing.
Mi raccomando: non mettere tutte le tue uova nello stesso paniere (dei social media!).
Punto 3 – Deve esserci un processo di vendita semplice.
Non devi creare un funnel in dodici passaggi. Se stai partendo con il tuo business, creane solo uno, che sia semplice. Per le persone che entrano in contatto con te deve essere chiaro quello che possono fare.
Prova a chiederti: c’è un modo facile per acquistare da me? Le persone sanno cosa fare? Trovano facilmente il link per il checkout o per prenotare una call?
Il tuo mantra deve essere: posso semplificare, posso crescere facendo meno, non devo essere ovunque, devo essere dove conta.
Se vuoi una mappa, per rimettere a fuoco questi aspetti, rivedere la tua offerta e trasformare la tua idea in un business, ti aspetto al workshop Come avere un business online di successo nel 2025, del 28 luglio, alle ore 21.
Ascolta il podcast:
Francesca
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