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Personal Brand e immagine personale

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Hai mai provato a googolare te stessa? Cosa appare? La tua immagine personale ha un impatto positivo o negativo su tuo personal brand? Parliamo di immagine personale e di personal brand, che anche se intrinsecamente connesse, non sono la stessa cosa. La prima impressione conta e conta ancora di più quando rimane impressa nella rete. In che modo l’immagine ci definisce? Quando un’immagine si può definire vincente? Quanto influisce nella percezione che ne hanno i nostri potenziali clienti?

Tabella dei contenuti

POST AGGIORNATO IL Novembre 29th, 2023

Con Federica Camilla Guerrera (in arte Flowerfede) parliamo di Personal Brand e Immagine personale.

Francesca Sparaco:
Molte persone credono che l’immagine personale e il personal brand significano la stessa cosa ed è facile secondo me confondere i due concetti perché sono entrambi collegati a come ci percepisce il mondo.

In realtà però un’immagine personale può essere più o meno definita ed è una parte del nostro personal brand complessivo. Il nostro personal brand è un insieme di valori, nostri punti di forza, che riusciamo a trasmettere nella nostra interezza.

Però la nostra immagine personale è il modo in cui ci presentiamo, soprattutto se siamo un personal brand, il modo in cui camminiamo, parliamo, mangiamo, ci vestiamo, ci proiettiamo nel mondo.

Quindi è importantissimo in questo mondo guidato dai social avere un’immagine vincente anche quando e soprattutto riusciamo a diffondere in questo modo i nostri valori e la nostra mission.

Partirei chiedendoti proprio questo, quanto conta l’immagine personale nel contesto proprio del personal brand e come influisce quindi l’importanza, la gestione di quello che siamo e come appariamo agli altri sul nostro business online.

Federica Camilla Guerrera-FlowerFede:
Immagine e personal brand sono sicuramente due cose che vanno di pari passo, ma che non sono la stessa cosa.

Immagine e personal brand non sono la stessa cosa

Quando parliamo di immagine parliamo di congruenza, quindi il fatto di sentirci bene nei nostri panni. La cosa non è scontata, basti pensare che per qualsiasi appuntamento o situazione della vita quotidiana abbiamo la necessità di metterci in discussione.

Che cosa scelgo di indossare?

Per quella determinata situazione e anche probabilmente in base alle relazioni che avrò in quella giornata.

Ecco, non è solo una questione di mi piace giallo piuttosto che verde oppure metto l’abito piuttosto che la gonna o il pantalone.

Questa è una scelta, e più che altro, dettata dal nostro gusto personale.

In realtà, quando parliamo di immagine, parliamo di stile di vita.

Quindi il fatto che io mi metta in discussione in merito a ciò che andrò a vivere nel corso della giornata è strettamente correlato con il mio stile di vita, quindi con la gestione che ho del mio tempo.

Diversamente nel personal brand andiamo a centrare quelli che sono i valori di quel business del professionista, della professionista che vogliamo mettere in luce e in resalto. e cerchiamo di avere anche qui coerenza, sicuramente, ma prima di tutto, prima che dell’immagine ci agganciamo al tone of voice, quindi al modo in cui ci vogliamo comunicare i nostri utenti.

Secondariamente andremo a lavorare su quella che poi è la nostra immagine personale, perché se prima non abbiamo chiaro quali sono i nostri valori, a chi vogliamo arrivare, a chi stiamo effettivamente comunicando.

E’ molto difficile che noi andremo a pensare, ad esempio, a che cosa indossare per fare lo shooting fotografico dedicato al sito internet piuttosto che alla pagina social quindi ecco, i due lavori vanno strettamente di pari passo e io reputo che siano fondamentali per tutte le boss che hanno desiderio di creare o di potenziare il proprio business sia online sia offline.

Francesca Sparaco:
Esatto, hai detto molto bene. nel senso, c’è una questione che riguarda proprio la coerenza, no? Tra l’immagine personale e la propria attività online, soprattutto quando siamo un personal brand, ma c’è anche questa costante che si rimanda poi a tutto ciò che facciamo.

Punti di valore di un Personal Brand

Quando tu dici che lavorare sul proprio personal brand va di pari passo con l’immagine ed è un lavoro che viene fatto prima, purtroppo però molto spesso questo passo non viene fatto, non so tu come gestisci questo step quando un’imprenditrice viene da te e ti dice guarda voglio migliorare la mia immagine personale, cosa facciamo?

Quindi vuoi spiegarci ad esempio come dovrebbe essere un modus operandi? Come è il tuo processo quando una imprenditrice viene da te e ti chiede ad esempio un miglioramento della propria immagine?

Federica Camilla Guerrera-FlowerFede:
Allora, il primo passo che andiamo a compiere, quello che vi consiglio assolutamente di prendere in considerazione, è il centrare i vostri punti di valore.

Significa fare proprio un lavoro sul chi siamo. Quindi occuparci di che persona sono, che cosa voglio comunicare, perché sto facendo questo lavoro.

Cioè il mio obiettivo, perché parliamoci chiaro, tutti guadagniamo dai nostri lavori, no? Ma non è quello l’obiettivo, ok?

L’obiettivo finale è quello che ci porta ad amare anche le giornate più difficili del nostro lavoro perché tutte le professioni hanno alti e bassi di conseguenza quando noi andiamo ad identificare il nostro perché, il chi siamo che cosa vogliamo trasferire al nostro uditorio e in che cosa ci sentiamo veramente utili, forti e competenti rispetto alla nostra professione e rispetto anche giustamente al panorama dei competitor.

Ecco, fatto questo lavoro di base che garantisco è la grossa fetta, io direi nella famosa legge di Pareto l’80% di quello che è poi l’identificazione di un personal brand.

Fatto questo lavoro, possiamo poi andare a lavorare a una fase più pratica.

Dobbiamo capire come vogliamo comunicare e quali saranno le piattaforme che la persona utilizzerà ed in base a queste, che può essere un sito, Instagram, Facebook, insomma i vari social presenti, decidere il lavoro da fare e i passi da compiere, relativamente alla propria immagine.

Ricordiamoci che in questo passaggio il grosso del lavoro è sul chi siamo, ma nel passaggio successivo, quindi più pratico.

Quando sento dire “ah è sufficiente lavorare sulla palette colori”, un po’ rabbrividisco perché in realtà la palette colori non è veramente nulla rispetto a tutto il grande lavoro che c’è dietro.

La palette colori può anche non servire a nulla, ok?

È molto più importante che noi andiamo ad identificare effettivamente che cosa vogliamo che arrivi alle persone. E’ più utile lavorare sulla prossemica, sul tono della voce, su quegli ambiti che fanno parte dell’immagine personale, che si collegano al personal brand e che a mio avviso fanno parte del comparto di comunicazione che è quello che Francesca ci accomuna.

Francesca Sparaco:
Sì, perché siamo uno strumento di comunicazione.

Posso considerare l’esempio della palette alla stessa stregua di quando vengono da noi e ci richiedono il sito e la prima cosa che pensano è alla Palette o al logo!

Quelle sono le ultime cose.

Prima si fa tutto un lavoro di valorizzazione del brand, di identificazione, quali sono i punti di forza per poi fare un’analisi il SEO e riuscire a trasferirli in un sito che si possa distinguere dalla massa. e quello che volevi dire.

Gli errori da evitare quando si lavora con la propria immagine personale

Io credo che l’errore principale sia quello di andare alla ricerca del perfezionismo. Parlo dell’immagine quando è patinata, super perfetta, come le fotografie che molto spesso vedo che vanno a identificare poi quello che la persona magari non è nella sua realtà.

Ecco perché dicevo prima fare il grande lavoro sul comparto del chi siamo. che poi va di pari passo con quello che è il lavoro sulla propria immagine, no? Perché? Perché lì arriva tutta la coerenza, cioè un sito può essere anche ben fatto e super professionale senza necessariamente rimandare un’immagine di noi che non corrisponde alla realtà.

Cerco di fare un esempio concreto. se tendenzialmente io non sono mai truccata e non indosso i tacchi alti piuttosto che non ho piacere ad indossare certo tipo di capi è inutile che vado a ragionare su uno shooting fotografico che vada a trasferire questa comunicazione utilizzando dell’abbigliamento dei colori che sicuramente sono belli ma non mi rappresentano ecco questo arriverà al mio auditorio se invece io cerco di far passare un’immagine di me veritiera, che corrisponde esattamente alla professionista che sono nella mia quotidianità.

Quindi l’errore da evitare a mio avviso principale è quello di cercare il perfezionismo, cercare queste immagini purtroppo abbastanza comune per l’uso spasmodico direi anche dei social e quest’immagine è perfetta, che poi di perfetto cosa c’è? Nulla!

Nella vita in generale e va benissimo così. E’ proprio bello che noi arriviamo alle persone per quello che siamo, con i nostri punti di forza e anche con le nostre debolezze.

L’analisi piuttosto che farei è che cosa voglio che arrivi, cioè quali sono i punti di forza che vorrei che l’altro incontrasse, quali sono le debolezze che vorrei far vedere. Io per prima scelgo di far vedere alcune parti del mio personal brand.

E di mostrane altre a chi sceglie di strutturare un percorso continuativo in presenza o anche online in mia compagnia

Conta l’autenticità

Francesca Sparaco:
Sì, allora, possiamo riassumere, quello che hai detto, la chiave, per comparire sui social è sicuramente l’autenticità.

Quindi mi chiedo a questo punto Federica, ma come possiamo mantenere questa autenticità proprio sui diversi canali perché stiamo a guardare cosa fanno gli altri, c’è la tendenza un po’ a mostrare sempre in particolare sui social solo una parte del nostro del nostro personal brand.

Come possiamo mantenere un’immagine professionale autentica su tutti i vari canali?

Federica Camilla Guerrera-FlowerFede:
Io credo nell’esperienza che ho fatto in questi anni, sia sulla mia persona che anche nelle professioniste che ho seguito o che anche ho conosciuto.

La chiave vincente di autenticità è quella di identificare che cosa vogliamo comunicare. Ad esempio se appunto nel caso tuo Francesca parli di personal brand, parli di sito, parli di comunicazione, ma io so che quando andrò a ricercare informazioni nel tuo social troverò sempre Francesca in quella modalità che mi si presenta.

È un periodo che sto utilizzando molto poco il social per scelta perché c’è una riformulazione del mio brand che vorrei fare in autunno, nel senso rimarrà quello che è ma con qualche potenzialità in più.

Ho necessità proprio anche di un tempo di ascolto, di studio e di stop. In questo non mi sento depenalizzata, cioè non sento che sto perdendo potenziale rispetto al mio personal brand o che magari le persone perderanno di fiducia, perché so che sto ascoltando le mie necessità come persona e come professionista e che quando tornerò, porterò a loro un’informazione ancora più consolidata e sicura. E soprattutto anche darò del valore.

Esserci per esserci non è autenticità.

Francesca Sparaco:

Credo fortemente che i social per chi ha un business online facciano parte del gioco, qualsiasi social si decida di presidiare, Instagram, LinkedIn, Facebook, TikTok.

Se stai facendo questo lavoro su te stessa, e sei serena, vuol dire che hai lavorato bene anche su altri canali, non hai questa ansia di dover apparire sui social per portare a casa il tuo business.

Che è ciò di cerco di convincere anche le mie clienti.

Federica Camilla Guerrera-FlowerFede:
Assolutamente sì, tornando a quello che ci siamo dette prima, quindi l’immagine è coordinata, non è una ricerca di perfezione, ma il contrario è far trasparire che c’è uno studio, che c’è un ragionamento dietro appunto la nostra vetrina, un po’ come immaginiamoci il nostro ufficio o il negozio, piuttosto che l’ambiente in cui lavoriamo.

La vetrina digitale è la stessa identica cosa.

Lavorare sul proprio personal brand vuol dire avere chiaro che la vetrina digitale è l’ambiente in cui le persone possono entrare sbirciare ed osservare insomma chi siamo quindi coordinato in questo senso.

Vincente perché?

Perché come abbiamo detto prima il messaggio risuonerà ridondante.

Esempio nel mio caso il mio personal brand si avvalora del fiore che indosso tra i capelli, ‘flowerfede’ non a caso. Nel momento in cui tu mi incontrerai a livello digitale, o offline, mi è capitato anche questa cosa curiosa, mi riconoscerai magari proprio per questa particolarità che nasce da un mio percorso di vita e una scelta che ho fatto e quindi mi riconosco in questa piccola gestualità quotidiana.

Chiaramente ciò non vuol dire che uno debba mettere un fiore tra i capelli per forza di cose. Ma magari giocare con questa immagine coordinata.


Finisci di ascoltare l’episodio cliccando qui.

Oppure guarda il video su Youtube

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Se vuoi conoscermi meglio, leggi qui

Francesca

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