Da una cucina a Londra ai primi 100k: il mito dell’overnight success

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Grafica overnight success

C’è stato un momento della mia vita in cui mi sono ritrovata in una cucina a Londra, con due bambini sotto i due anni che dormivano nella stanza accanto e il pc aperto sul tavolo.

Di notte studiavo la SEO. Ero senza un lavoro, lontana da casa, in una città che conoscevo poco e senza un piano davvero chiaro su dove sarei andata a finire. Avevo mille dubbi in testa, ero stanchissima e continuavo a chiedermi: ma chi me l’ha fatto fare?

In questo articolo, sfatiamo il mito dell’overnight success. Voglio ripercorrere con te alcune tappe del percorso che mi ha portata fino a qui, dai primi passi in una cucina a Londra ai primi 100k del mio business.

Tabella dei contenuti

francesca con computer in mano

Ciao sono Francesca e sono una Business Coach:
Aiuto imprenditrici e professioniste a costruire una presenza solida online, migliorando la visibilità del loro brand e liberandosi dalla dipendenza esclusiva dai social..

Io stessa ho avviato la mia attività da zero e conosco le difficoltà che una persona incontra quando avvia il proprio business online.

La sicurezza che mi è stata insegnata

Voglio parlarti di quando ho iniziato e per farlo voglio partire da una frase che mia madre mi ha ripetuto tantissime volte quando ero piccola. Me la diceva con la concretezza tipica delle persone che nella vita hanno dovuto arrangiarsi da sole.

“Francesca, devi trovare qualcosa di stabile nella vita.”

Lo diceva perché era una donna pragmatica, cresciuta contando solo su se stessa, e per lei la sicurezza economica non era un’aspirazione: era una necessità. 

Me lo diceva per proteggermi. Oggi lo capisco molto più chiaramente di quanto non riuscissi a fare allora.

Crescendo accanto a lei, però, ho visto anche altro. Ho visto quanto fosse insoddisfatta della sua vita lavorativa. Ho visto una donna che aveva scelto la sicurezza, ma che probabilmente aveva lasciato indietro qualcos’altro. Non so cosa, perché non ho mai scoperto cosa appassionasse davvero mia madre e non gliel’ho mai sentito raccontare.

Quello che ricordo è che era perennemente stanca e insoddisfatta.

Da una parte, sono crescita sentendo dire che il posto fisso è importante, che ti salva e ti dà sicurezza. Dall’altra, però, quello che vedevo ogni giorno era che il posto fisso, da solo, non era sufficiente.

Ci ho messo anni a capire che il conflitto che sentivo dentro non era tra me e mia madre, ma tra due idee diverse di sicurezza. Tutta la mia storia, nasce dal tentativo di trovare una terza via.

Ti racconto questo perché sospetto che tu conosca bene quella voce interiore. Anche se hai già un business, infatti, forse anche tu, a volte, pensi alla comodità di avere uno stipendio fisso ogni mese. 

Oppure stai attraversando quella fase in cui il posto fisso ti sta stretto e ti chiedi se hai le carte per costruire un tuo business.

La mia idea di sicurezza

Ho lavorato per un canale di Sky per quasi un decennio. Ho iniziato nel palinsesto, poi sono passata alla produzione in regia: dirette live, la Prima del 7 dicembre dalla Scala, la prima produzione in 3D di un’opera lirica in Italia, l’Aida dall’Arena di Verona.

Significava gestire produzioni, crew, artisti e tutto quello che comporta una regia dal vivo, con tutte le incognite che puoi immaginare.

Era esattamente il tipo di lavoro di cui mia madre avrebbe detto: “Vedi? Ce l’hai fatta.” Stabile, prestigioso, con un contratto a tempo indeterminato. La sicurezza nella sua forma più riconoscibile e rassicurante.

Poi, però, è successo qualcosa. Il mio compagno ha ricevuto un’offerta di lavoro a Londra. Io ero in maternità, avevo un bambino piccolo e un altro in arrivo. Ci siamo guardati e ci siamo detti che certe occasioni passano una volta sola nella vita, così abbiamo lasciato entrambi il nostro lavoro.

Io ho lasciato un contratto a tempo indeterminato, una carriera costruita in dieci anni e il paese in cui ero cresciuta.

L’insight che mi porto dietro da quel momento non è però “bisogna essere coraggiosi nella vita”. Quella frase, sinceramente, non mi ha mai aiutata molto.

Quello che ho capito riguarda soprattutto il concetto di sicurezza. La sicurezza che senti quando hai un contratto in mano è reale, ma a volte può essere più fragile di quanto sembri. Spesso te ne accorgi solo quando esci da quel sistema e inizi a guardarlo da una prospettiva diversa.

Mia madre questo lo sapeva a modo suo. Solo che la risposta che aveva trovato era diversa da quella che poi ho cercato io.

Cosa c’è davvero dietro il mito dell’overnight success

Siamo arrivati a Londra quando mio figlio più grande aveva un anno e l’altro era ancora nella pancia. Lì ho aperto un blog. Scrivevo di Londra, di itinerari, di posti da vedere con i bambini, come musei e parchi.

Di notte, quando i bambini dormivano, studiavo la SEO.

Visualizza bene questa immagine: una cucina silenziosa, il portatile aperto, tutti che dormono, io, stanca, che cerco di imparare qualcosa di cui fino a poco tempo prima non avevo neanche mai sentito parlare. Nessuno mi aveva detto di farlo e nessuno mi stava pagando per farlo. Lo facevo perché avevo capito che poteva essermi utile. Avevo un blog, volevo che i miei contenuti venissero letti e avevo capito che dovevo ottimizzarli per riuscire ad arrivare in prima pagina su Google.

In prima pagina ci sono arrivata. Me la sono guadagnata.

Ho iniziato così a vendere itinerari personalizzati su Londra alle persone che arrivavano sul mio sito senza conoscermi. Cercavano “Londra con bambini”, trovavano un mio articolo, lo leggevano e si fidavano di me. Si fidavano perché ero in prima pagina, perché i contenuti erano ben scritti, autentici e chiaramente vissuti. C’erano foto vere, c’era la mia esperienza diretta, si capiva che vivevo davvero a Londra. Tutto era coerente.

Ho imparato la SEO senza una formazione specifica, con due bambini piccoli e in una città dove non avevo aiuti.

Non lo sto dicendo per fare la martire. Ti sto dicendo che all’inizio, quando desideri davvero costruire qualcosa, la fatica spesso fa parte del percorso.

Non sono stati anni facili. Eppure li ricordo con molto affetto.

Quando ho capito che il mio valore non poteva dipendere da qualcun altro

A un certo punto, ho accettato un contratto di sei mesi con una company a Londra nel digital marketing. La mia social proof è stata proprio il mio blog.

Nonostante arrivassi da un background corporate, anche se televisivo e non digitale, sono riuscita a farmi spazio a Londra proprio grazie a quello che avevo costruito online. Il blog era diventato la prova concreta di quello che sapevo fare.

Lo stipendio non rispecchiava la mia seniority, perché in quel settore ero ancora considerata una newbie rispetto al mio percorso precedente, ma ho accettato il compromesso.

Nei sei mesi in cui ho lavorato lì, però, i risultati sono arrivati. Ho lavorato bene, ho dimostrato il mio valore e quello che potevo portare, nonostante venissi percepita come una newbie in quell’ambito.

Quando i sei mesi sono finiti, ho chiesto chiaramente un adeguamento economico.

Il mio ragionamento era molto semplice: era vero che in quel settore non avevo ancora un track record importante, ma avevo comunque dieci anni di esperienza alle spalle e quelle competenze non erano sparite solo perché avevo cambiato ambito.

Avevo una seniority, avevo gestito team, avevo lavorato su produzioni complesse. Non potevo essere trattata e pagata come una figura junior al primo impiego.

Quell’adeguamento, però, non è arrivato.

In quel momento avrei potuto sentire la voce di mia madre che mi diceva: “Visto? È sempre così. Meglio tenersi stretta la certezza.”

Invece, forse per la prima volta nella mia vita da dipendente ho capito che dipendere dalla decisione di qualcun altro per sapere quanto valessi aveva un costo troppo alto per me.

Quella company non era la sicurezza. Era un’illusione.

Il valore di avere qualcuno con cui confrontarsi

Quindi cosa ho fatto? Ho aperto SparkyLab.

Da quel momento la domanda “e se tornassi a cercare un posto fisso?” non si è più ripresentata.

Quattro anni fa, siamo tornati in Italia, a Bergamo, la città dove sono nata. 

Ho raggiunto il mio obiettivo di fatturato, un obiettivo che non mi sarei mai immaginata di raggiungere. Mi sono però accorta di esserci arrivata lavorando troppo e sacrificando cose importanti per me.

L’estate scorsa sono arrivata molto vicina al burnout: zero voglia di lavorare, cosa che non mi era mai successa, e zero energie. Mi svegliavo di notte e giravo per casa.

La versione della sicurezza che avevo costruito era reale. Era mia e nessuno poteva portarmela via. Però, in un modo diverso, stavo ripetendo lo stesso schema: scegliere qualcosa di importante e lasciare andare qualcos’altro.

Quando hai un business non è detto che le cose vadano sempre bene. Ci sono momenti in cui tutto funziona e altri in cui bisogna prendere decisioni difficili. I feedback che ricevi dal mercato cambiano, le persone cambiano e devi essere in grado di leggere quei segnali.

Quello che mi ha aiutata è stato avere qualcuno con cui confrontarmi. Oggi, infatti, faccio parte di una mastermind con altre imprenditrici che sono al mio stesso livello.

Questo tipo di confronto mi sarebbe servito anche all’inizio, in quella cucina a Londra, ed è uno dei motivi che mi hanno portata a fondare il Boss Club, una community di imprenditrici che capisce davvero cosa stai attraversando.

Logo

Se lavorare alla tua crescita insieme a noi, ti aspettiamo!

Quando ho avviato il mio business avrei voluto avere un posto così. Non solo un luogo dove trovare informazioni trasversali, ma anche uno spazio capace di supportare la mia crescita mentre affrontavo la crescita del mio business.

Oggi quel posto esiste.

Crescita personale e business non sono due cose separate

Il Boss Club non è uno spazio in cui sei un numero in mezzo a centinaia di persone che non conosci. 

Online ci sono tantissimi contenuti, piani, academy e corsi con accesso illimitato, ma se sei sola, senza qualcuno con cui confrontarti, a cosa servono?

A volte hai bisogno di qualcuno che ti dica: “Guarda che in questo momento la priorità è questa.” 

Il Boss Club è questo ed è qualcosa che io stessa avrei voluto avere all’inizio.

Ci tengo a dirti una cosa: sviluppare la nostra parte imprenditoriale significa anche intraprendere un percorso di crescita personale.

Per questo sono al terzo anno di formazione con Claudio Belotti, uno dei pochi master trainer al mondo certificati sia da Richard Bandler sia da Tony Robbins. Quest’anno, stiamo lavorando sulle dinamiche a spirale, un framework che parla di come le persone e i sistemi evolvono.

Lo faccio perché ho visto su me stessa quanto lavorare sul mindset e sulla crescita personale sia stato fondamentale per affrontare le sfide del mio business.

È anche il motivo per cui il Boss Club unisce queste due dimensioni. È importante lavorare sulla crescita del business, ma allo stesso tempo è fondamentale lavorare sulla crescita del nostro mindset, perché sia in grado di sostenere quella crescita.

Altrimenti succede una cosa molto semplice: il business va avanti e noi rimaniamo indietro. A quel punto, arrivano il burnout, lo stress continuo, la sensazione di non riuscire più a sostenere tutto.

C’è chi pensa che occuparsi di tante cose diverse significhi non essere davvero esperta in niente. Capisco questo punto di vista, ma nel mio caso sento che sia vero il contrario.

La cosa che le persone mi riconoscono più spesso è proprio la trasversalità. La capacità di unire visione strategica, competenze tecniche e, oggi, anche tutto ciò che riguarda mindset e crescita personale.

Sono competenze che non ho imparato solo studiando. Le ho costruite facendo, vivendole in prima persona.

Credo che sia proprio questo a fare davvero la differenza.

Quando ho iniziato a disegnare la mia mappa

Tornando alla voce di mia madre, vorrei dirti una cosa: quella voce arrivava da un bisogno reale. Dalla necessità, dalla concretezza, dall’esperienza di una donna che nella vita aveva dovuto fare tanto da sola.

Io questo lo rispetto profondamente. Come rispetto le scelte di chiunque, anche di chi capisce di non essere fatto per la libera professione e accetta il compromesso di un posto fisso, che magari non lo soddisfa al 100%.

A un certo punto, ho smesso di chiedermi: “Come faccio a sentirmi al sicuro?” Ed ho iniziato a domandarmi: “Come costruisco qualcosa che sia mio, che duri e che non mi chieda di smettere di essere chi sono per mantenerlo?”

Su questo continuo ancora a lavorare.

So che probabilmente anche tu senti una voce simile. Una voce che ti dice che è troppo rischioso, che non sei abbastanza pronta.

Questo articolo è per chi pensa che ci siano sempre risposte certe.

Le risposte le trovi strada facendo. Investendo su di te, avendo fiducia in te stessa e imparando ad ascoltare le voci giuste. 

Dietro quello che da fuori può sembrare un overnight success, molto spesso ci sono anni di dubbi, lavoro invisibile, tentativi e crescita.

Ricorda che, a volte, le voci che sentiamo dentro di noi non sono la verità: sono mappe che qualcuno ha disegnato prima di noi.

Nel mio caso, per tanto tempo, è stata la mappa di mia madre. È stato così finché non ho capito che era la sua mappa, non la mia.

Ho iniziato così a creare la mia mappa, per disegnare una vita diversa. 

Conclusione 

Scegliere di avviare un’attività è una scelta importante, ma scegliere, in generale, è già un atto di cura verso se stesse. Anche quando fa paura. Anzi, soprattutto quando fa paura.

L’overnight success è una delle più grandi illusioni del mondo online: quello che vediamo come improvviso, molto spesso, è il risultato di anni di lavoro silenzioso, dubbi, cambi di direzione e tentativi.

“Ho smesso di chiedermi: “Come faccio a sentirmi al sicuro?” e ho iniziato a domandarmi: “Come costruisco qualcosa che sia mio, che duri e che non mi chieda di smettere di essere chi sono per mantenerlo?“

Cosa ti porti a casa da questo articolo

In questo articolo ti racconto cosa c’è davvero dietro il mito dell’overnight success. Ripercorro il percorso che mi ha portata da una cucina a Londra ai primi 100k del mio business. Ti parlo di posto fisso, sicurezza economica, lavoro invisibile, burnout, mindset e di tutte quelle scelte che nessuno vede quando guarda solo il risultato finale.

FAQ:  Il mito dell’overnight success

Il posto fisso garantisce davvero sicurezza?

Sono cresciuta sentendomi dire che il posto fisso ti dà sicurezza nella vita. Col tempo, però, ho capito che il posto fisso, da solo, non basta. La sicurezza economica è importante, ma anche sentirsi allineati con la vita che si sta costruendo.

L’overnight success esiste davvero?

No. È una delle più grandi illusioni del mondo online. Molto spesso vediamo solo il risultato finale, ma non tutto quello che c’è stato prima: anni di lavoro invisibile, dubbi, tentativi, cambi di direzione e crescita personale. Nessuno vede le notti passate a studiare o i momenti in cui pensi di mollare.

Perché il supporto è così importante quando si costruisce un business?

Perché fare tutto da sole ha un costo enorme. Io stessa mi sono resa conto, soprattutto col tempo, di quanto avere qualcuno con cui confrontarmi avrebbe potuto alleggerire alcuni momenti del mio percorso. A volte non ti servono solo strategie o contenuti: ti serve qualcuno che ti aiuti a capire su cosa concentrarti davvero in quel momento. È anche per questo che ho creato il Boss Club, che è esattamente il tipo di spazio che avrei voluto avere io all’inizio.

Crescita personale e business sono collegati?

Secondo me sì. A volte pensiamo che basti imparare nuove strategie o capire come far funzionare meglio il nostro business, ma se il nostro mindset non cresce insieme a noi, prima o poi iniziamo a sentirci sopraffatte. Per questo oggi nel Boss Club lavoriamo sia sul business sia sulla crescita personale.

Francesca

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