5 cose che ho smesso di fare (e che continuerò a non fare)

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Grafica far crescere il business in modo sostenibile

Ti sei mai chiesta perché, nonostante tutto il lavoro che fai, il tuo business non cresce come vorresti?

Una delle frasi che mi sento dire più spesso, sia nel Boss Club che quando faccio i mentoring, è: “Ho l’impressione di fare tanto per il mio business e di non ottenere mai quello che mi aspettavo”.

Se anche tu ti senti come un criceto in una ruota, sempre in movimento, ma senza arrivare mai a destinazione, questo articolo potrebbe chiarirti le idee.

Ti parlo di cinque cose che ho smesso di fare l’anno scorso (e che ho deciso di continuare a non fare anche quest’anno) che mi hanno permesso di far crescere il business in modo sostenibile.

Tabella dei contenuti

francesca con computer in mano

Ciao sono Francesca e sono una Business Coach:
Aiuto imprenditrici e professioniste a costruire una presenza solida online, migliorando la visibilità del loro brand e liberandosi dalla dipendenza esclusiva dai social..

Io stessa ho avviato la mia attività da zero e conosco le difficoltà che una persona incontra quando avvia il proprio business online.

Fai meglio, non di più: scegli le attività che contano davvero per far crescere il business

La prima cosa che voglio dirti è che dobbiamo imparare a essere un po’ più gentili con noi stesse. 

È giusto avere delle aspettative, ma quando abbiamo delle aspettative dobbiamo anche essere disposte ad accogliere il fatto che non sempre si realizzano.

Quando accade, prova a raccontarti: 

Non ho raggiunto quello che mi aspettavo di raggiungere e va bene così. Ringrazio me stessa perché, nonostante le mie aspettative non siano state confermate, vado comunque avanti per la mia strada, perché credo in quello che faccio. 

Ti dirò un’altra cosa. Nell’ultimo anno, ho capito che è importante fare, perché se non fai non ottieni, ma è ancora più importante concentrare le energie su alcune attività e capire su cosa puntare. Devi capire qual è quel 20% delle azioni che ti dà l’80% dei risultati. Questo non vuol dire fare di più o fare meno, ma fare meglio e concentrarsi su quello che ti porta più risultati.

Io, ad esempio, ho smesso di inseguire una serie di cose che sembravano indispensabili. 

Mi sono concentrata su ciò che per me fa la differenza, come il mio podcast, che è qualcosa a cui non voglio rinunciare. Preferisco, piuttosto, rinunciare a postare giornalmente sui social. Faccio delle ads quando è necessario, per far crescere la mia mailing list o per fare dei lanci. Se proprio non ho alternative, prendo qualche contenuto vecchio, che ha performato bene, e lo riposto, senza farmi troppi scrupoli.

5 cose che ho smesso di fare per far crescere il business in modo sostenibile

Negli ultimi due anni, per una serie di vicissitudini legate alla mia salute, sono stata costretta a rallentare, a mettere diverse cose in standby e a fare cose che di solito noi imprenditrici facciamo poco, come riposare e riflettere. 

Questo stop forzato mi ha permesso di guardare il mio business da fuori. 

Mi sono chiesta che cosa stavo facendo solo per abitudine e che cosa invece aveva davvero impatto sulla crescita del mio business. 

1. Inseguire le vanity metrics

La prima cosa che ho smesso di fare è inseguire le vanity metrics, cioè ossessionarmi sui follower, sui like, sulle visualizzazioni dei reel e, soprattutto, sulle visualizzazioni delle stories. 

Ho capito che non c’è una logica: quando mi impegno a fare storie bellissime con un intento di vendita, spesso le visualizzazioni calano; quando faccio storie senza storytelling, magari raccontando qualcosa sul momento o quando parlo di cucina, ottengo numeri pazzeschi. 

Follower, cuoricini e visualizzazioni, però, non mi dicono cosa sta funzionando realmente nel mio business. Mi danno solo una botta di dopamina, ma la dopamina non paga le bollette. 

Concentrati sulla tua mailing list: l’asset più strategico

Per far crescere il mio business, ho scelto di concentrarmi su un unico grande obiettivo: far crescere in modo costante la mia mailing list.

La mailing list è uno degli asset più strategici che hai. I follower non sono tuoi, l’algoritmo non è tuo, le piattaforme possono cambiare da un giorno all’altro. Gli indirizzi email invece sono una cosa che ti rimane. 

Per far crescere la mia mailing list, ad esempio, ogni anno, organizzo il Gratitude Gala, un evento bundle, dove più di trenta imprenditrici regalano risorse gratuite. È potentissimo per chi partecipa, per il senso di rete e per la crescita della mailing list di ciascuna.

Continuerò, quindi, a fare contenuti, podcast e reel, ma sempre con una domanda in testa: quanti nuovi contatti nella mia mailing list sta portando questa azione?

Non perderò la testa se calano le visualizzazioni delle storie, ma mi farò domande se si abbassano l’apertura o il click rate delle mie email.

Se anche tu vuoi investire sulla crescita della mailing list e sull’email marketing, a febbraio partirà il mio corso Email Empire, un corso di grande successo e con ottime recensioni, che ti invito a tenere d’occhio.

2. Non monitorare i funnel

La seconda cosa che ho smesso di fare è lasciare i funnel vivere di vita propria, senza guardarli, testarli e ottimizzarli.

Per tanto tempo ho creato dei funnel che non avevano un obiettivo di conversione.

Nell’ultimo anno, invece, ho deciso di virare, non solo per nutrire la mia audience, ma anche per convertire sempre di più. Ho iniziato a considerare i funnel come un vero e proprio sistema da tenere continuamente sotto controllo, per capire cosa funziona, cosa non funziona e quali elementi convertono meglio.

  • Ho cominciato a monitorare il rapporto tra le visualizzazioni delle landing page e i tassi di conversione nelle diverse fasi del funnel.
  • Ho creato delle offerte tripwire, cioè a scadenza, che vengono proposte non appena una persona si iscrive alla mailing list. Queste offerte sono disponibili per un periodo limitato con uno sconto vantaggioso, per poi scomparire del tutto.
  • Ho creato prodotti low ticket da inserire nei punti giusti;
  • Ho smesso di pensare ai funnel come ad un semplice file su Notion. Li vedo come percorsi che guidano gradualmente una persona verso di me, perché oggi le persone sono più caute negli acquisti e impiegano più tempo a fidarsi.

Il mondo digitale della consulenza online non è più quello di due o tre anni fa, ma le persone continuano ad acquistare. Se qualcuno non compra da te, significa che qualcosa nel funnel va ottimizzato.

Da questa consapevolezza è nato il mio corso Low Ticket Revolution, uno dei plus disponibili quando ti iscrivi al Boss Club.

Se non fai parte del Boss Club, puoi accedere alla Masterclass gratuita “Da iscritto a cliente”. Ti spiego  come lavorare oggi sui funnel con un’offerta a ponte, così da ottenere conversioni più efficaci.

LOGO BOSS CLUB

Se senti il bisogno di una guida e del supporto di altre imprenditrici, ti invito a unirti a noi nel Boss Club.

3. Delegare a sentimento

La terza cosa che ho smesso di fare è stata delegare a sentimento, senza un minimo di controllo o monitoraggio. È importante capire che, anche quando deleghi, ogni tanto è necessario fare un check.

Non tanto perché io non mi fidi delle persone con cui lavoro, ma perché nessuno ha a cuore il tuo business più di quanto non lo abbia tu. Ci sono cose che solo tu puoi vedere e decidere come modificare o migliorare.

Questo ci porta al punto più importante: per delegare bene devi sapere esattamente cosa stai delegando. Non devi diventare un’esperta in tutto, ma devi avere una conoscenza sufficiente del processo.

Ad esempio, non devi fare il SEO Bootcamp per diventare una SEO Specialist, ma per capire come funziona il motore di ricerca, che è la base di tutto ciò che accade online.

Conoscere le dinamiche ti permette di delegare con consapevolezza. Se non sai cosa stai delegando, ti affidi completamente alle persone, il che può essere rischioso: ci sono professionisti capaci, ma anche quelli che non lo sono.

Per delegare bene ovviamente devi cercare di essere molto efficace nella tua comunicazione. Il risultato della comunicazione dipende da quello che tu comunichi. Non puoi aspettarti che l’altro capisca se tu in primis non sai comunicare bene. Questo principio, che adotto come mantra, viene dalla PNL ed è valido per ogni ambito della comunicazione.

4. Ignorare i dati

La quarta cosa che ho smesso di fare è ignorare i dati, in particolare il cash flow.

Io sono una persona molto intuitiva. Ci sono momenti in cui sento che è il momento giusto per un cambiamento. Questa parte di me non è sparita, ma ho capito che, anche se l’istinto è potente, va ascoltato quando poggia su basi solide. Per questo ho introdotto una pratica non negoziabile: un appuntamento mensile con i numeri. Trimestralmente, nel Boss Club, rivediamo insieme le performance: tassi di apertura e clic delle mail, conversione dei funnel e performance delle pagine di checkout.

Monitorare il ROI, il ritorno sull’investimento delle azioni di marketing, e il cash flow (entrate, uscite e margini) non è la parte “Instagrammabile” del business, ma è ciò che ti permette di aggiustare la rotta, avere un business che non ti faccia vivere nell’ansia e navigare in sicurezza.

Per questo, una delle cose che continuerò a non fare è prendere decisioni importanti senza prima aver guardato i dati. Seguirò sempre il mio istinto, ma con una base di analisi e riscontro numerico.

5. Cercare le risorse solo dentro di sé

La quinta cosa che ho smesso di fare è cercare tutte le risorse solo dentro di me.

Per anni ho investito in corsi tecnici, strumenti, strategie e mentoring di business: tutte cose utili che mi hanno dato competenze pratiche. A un certo punto, però, mi sono resa conto che il vero collo di bottiglia ero io stessa: il mio dialogo interno, le paure e le convinzioni che mi rallentavano anche quando sapevo esattamente cosa fare.

Per questo, ho deciso di investire in un percorso di Coaching e di certificarmi come Coach: per imparare a dialogare bene con me stessa e supportare al meglio le mie clienti. Il mindset, infatti, vale tanto quanto la strategia, se non di più.

Questo investimento non è stato banale, anzi, è stato il più importante degli ultimi anni. Ha cambiato il modo in cui gestisco il mio stato, le mie emozioni, la comunicazione con il team, le relazioni familiari e le decisioni nel mio business.

Nel Boss Club, ora, non trovi solo la Francesca stratega, ma anche la Francesca Coach, che lavora sul mindset e sulla crescita personale oltre che sulla strategia di business.

Quindi, continuerò a non pensare che la soluzione sia sempre un altro corso tecnico: il focus sarà sullo sviluppo personale, sulla mia crescita e su come questo supporta il mio business e le mie clienti.

Se sei all’inizio del tuo percorso imprenditoriale e vuoi far crescere il business in modo sostenibile, investi in qualcuno che ti accompagni e ti accorci la strada. Metti la mailing list tra le tue priorità e impara gli strumenti che ti servono per sostenere il tuo business in modo concreto.

Ricorda: non devi farlo da sola.

Se cerchi uno spazio di crescita e supporto costante, il Boss Club è il luogo giusto per te.

Ascolta il podcast:

Francesca

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