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Da Blog a Business: la storia di Viaggiapiccoli

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grafica Da Blog a Business

Ti sei mai chiesta come un semplice blog possa diventare una fonte di reddito ed un'attività imprenditoriale a tutti gli effetti? Hai un blog e stai cercando il modo per farlo decollare, trasformando una passione in una fonte di profitto? In altre parole, vorresti sapere come far diventare il tuo blog un business?

In questo articolo, affronto un tema che mi è molto caro, perché racconta una parte della mia storia. Parliamo di blogging, insieme ad un ospite che ha saputo trasformare un blog in un business.

Tabella dei contenuti

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Francesco e Cristina sono genitori, viaggiatori instancabili, giornalisti, content creator e, soprattutto, sono il cuore pulsante di Viaggiapiccoli.

Questa famiglia, che ha radici napoletane e pugliesi vive, ora, a Torino, ma vede il mondo come la propria casa. 

Viaggiapiccoli non è solo un blog di viaggi. È una comunità, una grande famiglia. In questo articolo,  vedremo come Viaggiapiccoli, nato da un sogno, si è trasformato in un punto di riferimento per i viaggi in famiglia e come Francesco e Cristina, unendo il loro amore per il viaggio e per la narrazione, sono riusciti a creare qualcosa di veramente speciale.

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Come è nato Viaggiapiccoli

Per Cristina Viaggiapiccoli è nato un po’ per caso, come valvola di sfogo. Ha, infatti, aperto il suo profilo Instagram, dietro consiglio dei ragazzi con cui lavorava nelle scuole, che l’hanno spronata a parlare dei suoi viaggi sui social. 

Su Instagram, all’inizio, ha scoperto un mondo di passioni ed ha trovato persone con cui poteva parlare di maternità e di viaggi. 

Nel corso dei primi sei mesi, ha, quindi, cominciato a prendere tutte le vecchie foto dei suoi viaggi in famiglia ed a raccontarli.  Così, nel giro di tre mesi, ha creato un profilo con 12.000 follower, che le chiedevano consigli ed itinerari. 

È stato, poi, grazie al consiglio di un’amica conosciuta sui social, che ha deciso di aprire un blog: Viaggiapiccoli.

Una cosa in cui Cristina crede fermamente è che se fai quello che ti piace, ti viene bene. Scrivere dei sui viaggi e gestire un blog le piaceva molto ed, in questo modo, Viaggiapiccoli, senza che se ne rendesse conto, ha cominciato a crescere in maniera esponenziale. 

La sua intuizione iniziale è stata quella di non investire tutto su Instagram, ma di iniziare a lavorare con un blog, uno spazio solo suo.

La chiave del successo di Viaggiapiccoli

Oltre all’esperienza che aveva con un suo blog personale in cui parlava delle sue attività, Cristina pensa che una delle chiavi di volta di Viaggiapiccoli sia stata avere un target. Ha, infatti, da subito, iniziato a rivolgersi alle famiglie nel settore viaggi.

Per lei è, poi, stato fondamentale scrivere in chiave SEO. Mi ha raccontato, infatti, che i primissimi articoli di Viaggiapiccoli, in realtà, erano dei diari di viaggio, dei racconti fatti con il cuore in mano, pieni di tenerezza verso i bambini.  

Cominciare a scrivere in chiave SEO è stata, quindi, la carta vincente di Viaggiapiccoli, che, nel giro di pochi anni, è diventato un sito di riferimento per tutti quelli che vogliono viaggiare in Italia con i bambini. 

La SEO è, dunque, stata una preziosa alleata.

La cosa più importante, però, secondo Cristina, è la passione. Lei, quando ha creato Viaggiapiccoli, ha unito una grande passione per la scrittura con quella per i viaggi. Ci tiene a ricordare che non si deve iniziare un blog pensando solo a monetizzare, perché questo ci farebbe diventare uguali a tutti gli altri. La differenza la fanno. invece, l’autorevolezza e la passione.

In questo senso, Viaggiapiccoli è un buon esempio, perché non è nato per diventare un business. Lo è diventato perché è stato fatto con competenza e passione. 

Insomma, la chiave del successo, secondo Cristina, è saper fare qualcosa e farla con passione. Solo così il nostro progetto si può trasformare in un business. 

Strategie per far crescere un blog e trasformarlo in un business

Ho chiesto a Cristina quali sono state le prime strategie che hai utilizzato per far crescere il suo blog.

Cristina mi ha raccontato che la sua strategia è stata procedere un passo alla volta, nonostante l’istinto fosse quello di fare tutto subito. A lei piacerebbe fare podcast, video, reportage, viaggi di gruppo..

La strategia vincente di Viaggiapiccoli, però, è stata avere un piano a lungo periodo e degli obiettivi ampissimi, procedere passo dopo passo, e, soprattutto, appoggiarsi a dei professionisti.

Lei, ad esempio, si è fatta seguire, da subito, da una grafica, Elena, che ha creato una palette di colori, un’identità visiva ed un logo.

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Anche la scelta del nome ha avuto un ruolo importante. Cristina mi ha raccontato che cercava una sola parola, universale. Non voleva l’inglese e non voleva essere limitata all‘italiano. Il nome “Viaggiapiccoli” non esiste. Lei e Francesco chiamavano così i loro bimbi da piccoli e lo fanno tuttora. È una parola unica e questo le piaceva. 

Cristina ha, poi, preso una strategist, Monica, per farsi seguire nel business, ed un programmatore, per l’architettura SEO.

Insomma, la strategia è stata procedere un passo alla volta facendosi affiancare da dei professionisti.

Per lei quello che funziona è, poi, il lavoro di squadra. Viaggiapiccoli, infatti, non è più solo Cristina e Francesco, ma le tante famiglie che scrivono per il suo blog.

La sua storia ci insegna che, per far crescere un business, ci vuole pazienza. Le storie di successo che si vedono non sono nate dall’oggi al domani. Dietro, ci sono sempre duro lavoro e consapevolezza ed è anche importante circondarsi di professionisti.

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Come monetizzare un blog

Ho, poi, chiesto a Cristina quali sono le forme in cui con cui si può monetizzare un blog.

L’editoria

Cristina mi ha raccontato che una delle strategie che si sta rivelando, inaspettatamente, vincente, è stata registrare Viaggiapiccoli come casa editrice ed iniziare una linea editoriale di guide e mappe cartacee.

Viaggiapiccoli ha due anime. Una parla di grandi viaggi. In questa parte del suo blog, si danno consigli di viaggio, si spiega come fare l‘assicurazione o come affrontare il viaggio in aereo.

Poi, ci sono dei siti locali, in cui, ogni settimana, si racconta tutto ciò che si può fare in otto città italiane. 

Il pubblico che segue Viaggiapiccoli sa quanto lavoro c’è dietro. Così, quando sono uscite le mappe, chi conosceva Viaggiapiccoli, sapeva che era qualcosa di serio. Quando, poi, è uscita la prima guida è diventata subito un oggetto di desiderio. 

Ovviamente, guide e mappe funzionano in alcune città meglio che in altre, perché dipendono dal flusso di turismo. 

L’editoria è stata, però, un punto di svolta. Per produrre le mappe, si investono tempo e soldi e si guadagna nel tempo, ma, una volta fatto il primo step, è un business che procede da solo. Questo per Viaggiapiccoli funziona. 

Le affiliazioni

Viaggiapiccoli è, poi, registrato come testata giornalistica. Il direttore editoriale  è Francesco e, come ogni giornale, si sostiene con la pubblicità o con i link di affiliazione.

È una forma di pubblicità che mira a soddisfare dei bisogni e funziona.

Cristina mi ha spiegato che loro pubblicizzano ciò che userebbero loro stessi, ciò di cui, comunque, parlerebbero.

È, infatti, fondamentale essere coerenti con quello che si è, con la mission del proprio blog e con il proprio business. È importante dire di no, quando sentiamo che le collaborazioni che arrivano non sono in linea con quello in cui abbiamo sempre creduto o con il nostro target. 

Se siamo eticamente responsabili verso la nostra community e scegliamo, con coscienza, quali sono i brand che vogliamo appoggiare, quali sono le collaborazioni che vogliamo supportare,i risultati arrivano.

Io stessa con Mumwhatelse, il mio blog di viaggi, non ho mai fatto collaborazioni con brand che non erano o in linea con quello che proponevo all’interno del sito o che non sentivo affini a quello che sono.

I viaggi di gruppo

Viaggiapiccoli collabora, poi, con un college inglese.

Cristina mi ha raccontato di essere stata contattata da un’agenzia di viaggi per ragazzi per fare della pubblicità su Viaggiapiccoli, che le ha anche proposto di formare un gruppo per un’esperienza in College.

Lei e Francesco sono conosciuti proprio durante una vacanza studio, quando avevano 14 anni, ed entrambi credono molto in questa esperienza educativa. Così, quando questa agenzia, cogliendo la loro passione, ha proposto di accompagnare dei ragazzi in college, hanno accettato ed organizzato il primo viaggio studio con dodici ragazzi.

Ora, sono arrivati al terzo anno ed hanno formato un gruppo di ben 27 ragazzi. 

Da blog a business

Ho anche domandato a Cristina quali potrebbero essere gli ingredienti che possono permettere ad un blog di trasformarsi in un business.

Cristina mi ha parlato ancora della passione, che, però, da sola non basta. È anche importante circondarsi di un team ed essere creativi. Bisogna essere se stessi e parlare di ciò che ci appassiona.

Se si è coerenti con il proprio essere, si attraggono interessi, persone e brand in linea con quello che si fa e con quello di cui si parla.

Non va, poi, sottovalutato il potere del content marketing, che permette di fare incontrare, in modo semplice, senza fare outbound (andare a bussare alle porte dei brand) le persone con le community giuste.

Cristina mi ha raccontato, poi, che Viaggiapiccoli ha richiesto tanto impegno a livello familiare, ma le ha dato tanto. Forse, se non ci fosse stato il sito, lei e la sua famiglia non avrebbero fatto così tante esperienze. Il blog le ha, infatti, regalato tanti stimoli ed è felice di vedere che anche i suoi figli, ora, quando raccontano quello che hanno fatto con Viaggiapiccoli, lo fanno con un senso di orgoglio e di appartenenza.

Agli ingredienti per trasformare un blog in un business aggiunge, inoltre, tanta dedizione, come quella che l’ha spinta, durante il viaggio in Giappone con la sua famiglia, a scrivere ogni sera contenuti relativi alle esperienze vissute.

Mi ha, infine, detto che, secondo lei, è importante rimanere sempre aggiornati, anche dal punto di vista SEO, dove quello che valeva cinque anni fa non vale più oggi.

Il giusto equilibrio nella creazione di contenuti

Per concludere la nostra chiacchierata, ho domandato a Cristina come mantiene l’equilibrio tra la gestione del blog e il fatto di creare contenuti, che abbiano un obiettivo specifico e di business.

Cristina mi ha confessato che il blog, il sito, lo scrivere, l’avere un ambiente suo è quello che le piace, quindi, per lei ha la priorità.

La regola di Viaggiapiccoli è che nessun contenuto che esce non ha un riferimento testuale, perché i social sono molto veloci.

Così, quando qualcuno vede un reel e, magari, chiede dove trova più informazioni, lo si rimanda al link dell’articolo e, qui, ci sono le affiliazioni, come quella con Booking, ad esempio. Il cliente non paga di più, ma Booking riconosce a Viaggiapiccoli una percentuale per aver condiviso quel link. 

Quindi, per Viaggiapiccoli la produzione sui social non è mai slegata da quella per il sito. 

Ovviamente, anche i social servono. Servono per creare una community, per tenere aggiornato il proprio brand e per connettersi.

Vuoi aprire un blog? Penota una call.

Ascolta l’intero episodio, cliccando qui.

Oppure guarda il video su You Tube.

Francesca

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