Come creare un business sostenibile con la SEO

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Come creare un business sostenibile con la SEO

Se, in passato, hai provato a puntare tutto sui social ed i risultati sono stati deludenti, sei nel posto giusto. In questo articolo, ti spiego come uscire dalla spirale dei social e creare un business sostenibile con la SEO.

C’è, infatti, un po' di preoccupazione nell'aria dovuta al fatto che la visibilità sui social ed, in particolare, su Instagram è in forte calo. Le persone che utilizzano questi strumenti sono, più o meno, sempre le stesse e i social sono, di fatto, un luogo sovraffollato.

È, quindi, essenziale riflettere su quanto possiamo, realmente, affidarci per fare marketing a piattaforme come Instagram, che non possiamo controllare al 100%.

I social sono strumenti potenti per connettersi con la nostra community, per creare relazioni, ma non possono essere l'unico pilastro su cui costruire il successo del nostro business.

Perché non puoi affidare il tuo business a un solo canale

Se il tuo business dipende da un unico canale, hai un problema.

Prova a riflettere. Se domani Instagram smettesse di portarti persone, cosa succederebbe al tuo business? E se spegnessi le ads? E se per un mese avessi meno tempo per pubblicare i contenuti?

Questa è una domanda che ogni imprenditrice dovrebbe farsi, soprattutto quando vende online.

Non ho scritto questo articolo per demonizzare Instagram. Io sono su Instagram, lo utilizzo e lo trovo un’opportunità enorme. Con un telefono, una buona idea e praticamente nessun investimento iniziale puoi pubblicare un reel e raggiungere migliaia di persone che fino a pochi minuti prima non sapevano nemmeno chi fossi.

Il problema si presenta quando Instagram, diventa l’unica porta di ingresso al nostro business.

Non possiamo mettere tutte le nostre risorse in un unico paniere, soprattutto quando parliamo di un canale che non possiamo controllare al 100%.

Se facciamo sul serio con il nostro business, dobbiamo costruire più strade attraverso cui una persona possa scoprirci.

Cos’è un business sostenibile?

Un business sostenibile è un business che può crescere nel tempo e che ci sostiene anche quando vogliamo prenderci dei dei tempi off.

Lavora per noi anche quando siamo in vacanza o quando non siamo attive sui social, magari proprio perché stiamo lavorando ad esso.

Perché non puoi puntare solo sui social?

Se hai un business online, probabilmente, ti sarai chiesta perché devi perdere tempo a creare contenuti per i social, quando dovresti dare la priorità ad esso.

È, però, vero che, se non hai qualcuno a cui delegare la creazione di contenuti, devi occupartene tu, anche quando vorresti poterti prendere una pausa.

Le regole e gli algoritmi, inoltre, cambiano continuamente ed il tuo business deve poter contare su basi solide.

Pensa, poi, a cosa accade quando sei in fase di promozione. Vuoi portare le persone sul tuo sito ed Instagram ti penalizza con un calo nelle visualizzazioni delle stories. Questo accade perché Instagram, essendo a sua volta un business, ha tutto l’interesse a trattenere le persone nella piattaforma.

Per questi motivi, non puoi affidarti ad un unico canale, ma devi creare un ecosistema, che ti sostenga.

Insomma, se hai un business online e ti affidi solo ai tuoi canali social, stai sbagliando. Devi, invece, puntare prima di tutto sul tuo sito e, poi, attraverso tutti i canali di marketing, lavorare per portare contatti e azioni su di esso.

Avere un business online oggi

La verità è che non c’è mai stato un periodo migliore per avere un business online.

Dopo la pandemia, infatti, le persone sono diventate più esperte e si sono abbassati quei muri alla digitalizzazione che, in passato, hanno trattenuto dall’acquistare online.

Ora le persone comprano tranquillamente prodotti e servizi, mentre prima non lo facevano.

Questo non significa, però, che avere un business online sia semplice.

Va considerato che siamo tutti molto impegnati. Guardiamo i social anche quando abbiamo altre cose da fare. Spesso, mentre stiamo davanti alla televisione.

Quindi, riuscire ad emergere rispetto ai competitor ed a rendere il nostro business visibile, sta diventando sempre più difficile.

Non puoi partire con il tuo progetto online senza aver fatto prima un’analisi di posizionamento.

Devi acquisire le conoscenze che ti serviranno per relazionarti con le persone, per parlare la loro stessa lingua.

Non sto dicendo che dobbiamo diventare tutti esperti, ma una cosa è sicura: se hai un minimo di competenza rispetto alle tematiche del marketing online, quando vai a trattare con persone come me o con altri interlocutori con cui hai hai necessità di lavorare, saperne qualcosa fa una grande differenza.

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Cosa devi sapere prima di avviare il tuo business online

Per creare un business sostenibile, devi sapere cos’è la SEO perchè la SEO regola la visibilità del tuo sito.

Se hai un business e non sai cos’è la SEO o come funziona e come funzionano i motori di ricerca, hai una grande lacuna.

Devi sapere come deve essere organizzato il tuo sito per attrarre Google e gli altri motori di ricerca.

Non basta rivolgersi ad un’agenzia e dire “voglio un sito”. Devi sapere che cosa chiedere a quell’agenzia, quando ti fa il sito.

Non puoi pensare solo al logo ed alla struttura esterna. Prima va fatto un lavoro con il consulente SEO, per capire l’architettura del sito e, poi, si può passare alla sua  realizzazione.

Se hai già fatto fare un sito e non hai avuto un rapporto con un consulente SEO, puoi rivolgerti a me, per capire che cosa non funziona.

francesca con computer in mano

Ma chi sono io, se non ci conosciamo ancora? Sono una online business Expert, ovvero una specialista del marketing online e dei business online, ed una specialista SEO.

Io stessa ho avviato la mia attività da zero e conosco le difficoltà che una persona incontra quando avvia il proprio business online.

Quali sono gli errori di chi avvia un business online?

Gli errori che vedo fare più spesso fare da chi ha un piccolo business sono questi:

1. Avere un unico canale di comunicazione 

È importante diversificare ed investire le proprie energie in strategie di breve e di lungo periodo.

2. Considerare i social come la propria casa

Ricorda sempre che non possiedi i tuoi follower. Se domani Instagram chiudesse o se ti hackerassero l’account, perderesti tutti quei contatti.

È, quindi, fondamentale avere la propria mailing list e cioè portare i propri follower ad iscriversi alla propria lista di contatti.

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3. Non considerare i motori di ricerca come alleati

Quando facciamo una ricerca, i motori di ricerca ci ridanno delle informazioni, sulla base di quello che abbiamo inserito.

I motori di ricerca (non parlo solo di Google o di Bing, ma anche di Pinterest, di Youtube, di Amazon e di Ebay) sono nostri preziosi alleati per diverse ragioni:

  • Perché fanno vivere i nostri contenuti nel tempo

Io stessa ho creato un blog post nel 2017 che, ancora oggi, è in prima pagina su Google e che ancora mi porta traffico.

Il tempo di resa di un blog post è, infatti, nettamente superiore, rispetto a quello di un post pubblicato sui social, che dura 24/48 ore.

Pensa al diverso investimento in termini di tempo ed al suo rendimento. Se un contenuto fatto bene si posiziona, ti porterà traffico per anni.

  • Perché portano sul nostro sito persone interessate gratuitamente
  • Perché fanno crescere la nostra mailing list senza ADS

Ti faccio un esempio pratico. Una coach potrebbe creare un blog post in cui fornisce un contenuto gratuito in cambio del contatto email. Le persone che andranno a leggerlo, se interessate, probabilmente, lasceranno la loro mail.

Come sfruttare i motori di ricerca a nostro favore: la SEO

La tecnica per ottimizzare i contenuti per i motori di ricerca si chiama SEO, Search Engine Optimization (ottimizzazione per i motori di ricerca).

Grazie ad essa, possiamo ottenere traffico in target. Quelle che arriveranno sul nostro sito sono persone che non stanno facendo una ricerca qualunque, ma che stanno cercando qualcosa con cui il nostro sito ha a che fare.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca è, quindi, un’attività che serve per ottenere traffico in target da un motore di ricerca.

Questo traffico arriva anche senza spingerlo dai social. Si parla di traffico organico.

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Marketing online

Il marketing ti serve per arrivare da dove sei ora a dove vorresti essere. Per farlo puoi sfruttare diversi canali.

Compongono, infatti, il marketing online i social media, l’email marketing, l’affiliate marketing, la SEO e gli ADS.

I canali di scoperta del tuo business

I canali di scoperta del tuo business sono fondamentali, sono la porta di ingresso ad esso.

Naturalmente, più porte abbiamo, maggiori sono le nostre possibilità di farci scoprire.

Non sto dicendo che oltre a Instagram devi avere TikTok, YouTube, Pinterest, un podcast, una newsletter, un blog e magari anche un canale Telegram. Sono tutti canali che potresti valutare nel tempo, ma non puoi pensare di partire gestendoli tutti.

Il punto è capire su che cosa concentrarsi all’inizio e, soprattutto, quale lavoro deve fare ogni canale all’interno del tuo business, perché non tutti fanno la stessa cosa. Instagram, per esempio, è un ottimo strumento di scoperta. Poi, però, serve altro per portare le persone a fare i passaggi successivi e ad acquistare da te.

Marketing di breve periodo

Il marketing di breve periodo ti porta entrate immediate, nel giro di poco tempo.

Questo tipo di marketing serve quando si avvia il proprio business. Questo perché, quando stai avviando il tuo business, non puoi puntare solo sul posizionamento sui motori di ricerca (per quello ci vuole del tempo!). In questa fase, sono essenziali canali come i social, che portano dei risultati immediati.

Marketing di lungo periodo

Il marketing di lungo periodo è quel marketing che non ci fa andare in burnout, che garantisce al nostro business di poter crescere anche oltre la nostra personale capacità di essere più o meno presenti.

Pensa ai social ed alla necessità di dover gestire continuamente i Direct e pensa alla relativa perdita di tempo. Se, invece, hai un sito ti basta girare un link che riporta ad esso a chi ti chiede informazioni sui tuoi prodotti o servizi.

Tieni presente che, oggi, anche su Instagram, ci sono dei Chat Bot che permettono di fare delle automazioni in base a quello che chiede una persona. A seconda del commento che ti lascia, in automatico, viene mandato un Direct per aiutarti a gestire il tuo business in modo più sereno e sostenibile.

Bisogna puntare sul marketing di breve o di lungo periodo?

Ora ti starai chiedendo se si deve puntare sul marketing di breve o di lungo periodo. 

La verità è che tutti i canali servono. Non serve solo la SEO. Il problema, però, è che, spesso, i piccoli business lavorano solo su canali intensivi e non su quelli che portano traffico nel lungo periodo, che sostengono il nostro business e ci evitano di di andare in burnout.

Come funziona l’ecosistema di marketing?

Ogni canale è un pezzettino del percorso attraverso il quale un cliente può entrare in contatto con te.

Google è un pezzo, Instagram è un pezzo, la mailing list è un altro pezzo. Se hai un podcast, un blog o un canale YouTube, è un altro pezzo, così come le ads e il tuo sito. Oggi c’è anche l’intelligenza artificiale, che è un altro modo in cui le persone possono scoprirti.

Il punto, quindi, è capire come questi pezzi lavorano insieme nel tuo business.

Google, per esempio, ha una dinamica diversa rispetto ai social. Lì intercetti una persona che sta già cercando qualcosa: ha una domanda, un problema, sta cercando una soluzione e arriva sul tuo sito, che è casa tua.

Il sito è il luogo in cui puoi organizzare la tua offerta, approfondire, posizionarti e mostrare contenuti che possono continuare a lavorare nel tempo. C’è poi la mailing list, che ti permette di mantenere la relazione.

Blog, podcast o YouTube insomma hanno un ruolo diverso rispetto ai social. Se mi segui su questi canali da un po’ di tempo, il tipo di relazione che possiamo costruire è completamente diverso da quello che posso creare con un reel di pochi secondi.

Magari il podcast ha meno visualizzazioni rispetto a Instagram, ma se mi ascolti con intenzione probabilmente hai più possibilità poi di scegliermi.

Il punto non è capire qual è il canale migliore da utilizzare, ma qual è l’ecosistema giusto da creare per il tuo business.

Una vendita, infatti, raramente parte da un solo canale.

Immagina una persona che vede per la prima volta un reel su Instagram e non compra nulla. Qualche giorno dopo ne vede un altro, inizia a seguirti, poi scopre il podcast e ascolta due o tre puntate. A un certo punto non si ricorda più il tuo nome, quindi ti cerca su Google, arriva sul tuo sito, scarica una risorsa, entra nella tua mailing list e magari, due mesi dopo, acquista un corso proprio tramite la tua newsletter.

Quale canale ha funzionato? Non solo uno. È stato l’ecosistema che hai creato a funzionare.

Avere più canali non significa creare il triplo dei contenuti

L’ultima cosa che voglio che tu faccia però è pensare di doverti trasformare in una fabbrica di contenuti.

Quello che devi imparare a fare è creare un metodo e adattare i contenuti ai diversi canali.

Quando registro una puntata del podcast, il concetto che sto sviluppando può diventare il testo di una newsletter, una parte può diventare un reel, una domanda può diventare un carosello. Lo stesso argomento può diventare un articolo sul sito e intercettare una ricerca interessante.

Il punto non è: «Devo creare un contenuto per Instagram, uno per Google e uno per la newsletter».

Il punto è capire qual è il mio obiettivo e come, a seconda del contenitore che utilizzo, posso adattare quello che ho già creato.

Perché la SEO è importante?

Tieni presente che il 77% delle persone usa Google almeno tre volte al giorno ed il 35% delle persone che fa una ricerca di prodotti online inizia proprio da Google.

Google ci mostra esattamente quello che stiamo cercando ed, ormai, è diventato bravissimo nel farlo. Nei primi risultati, troviamo la risposta alla nostra domanda.

È importante esserci perché, quando le persone fanno una ricerca su Google, se non trovano te, trovano i tuoi competitor.

Puoi pensare a Google come a Tinder. Il motore di ricerca, infatti, fa incontrare chi ha un bisogno con chi soddisfa quel bisogno e, secondo Google, con chi lo soddisfa nel modo migliore.

La domanda che dovresti porti, a questo punto, è: quando fanno una ricerca, le persone trovano te ed i tuoi prodotti o servizi? Questo è il punto.

Non parlo del nome del tuo brand. Questo, infatti, presuppone che le persone ti conoscano già.

Se vendi dei set asilo, devi essere in prima pagina per i set asilo. In caso contrario, chi li cerca troverà i tuoi competitor. Devi, inoltre, farti trovare nella tua zona di riferimento.

Se, quando cercano i tuoi prodotti o servizi, le persone non trovano te, devi fare qualcosa.

Gli asset che lavorano per te nel tempo

Ci sono attività che richiedono la nostra presenza continua e poi ci sono degli asset che, una volta costruiti, possono continuare a lavorare per noi.

Un reel serve per farci scoprire, ma un articolo posizionato su Google può continuare a essere trovato per anni. Una puntata del podcast può essere ascoltata anche mesi dopo. Una pagina ben costruita sul sito può continuare a presentare la nostra offerta. Una sequenza di email pensata in modo strategico può continuare a entrare in relazione con le persone che sono appena entrate nella mailing list.

Queste sono tutte attività che, una volta impostate, non richiedono continuamente la nostra presenza.

Sono degli asset che lavorano per noi.

Come funziona Google?

Essere visibili su Google, significa che il tuo potenziale cliente può trovarti attraverso la sua ricerca, tramite le parole chiave con cui sei posizionata.

Quando accade, magari, andrà anche sui social a vedere cosa fai e sarà ancora più invogliato a contattarti. Viceversa, chi ti trova sui social e, poi, non ti trova sul web, potrebbe non reputarti credibile.

Google ha dei crawlers (pensa a dei robot) che cercano nella rete tutti i nuovi contenuti e vanno a scansionare le pagine web.

Tramite le parole chiave che sono inserite ed, a seconda di come è costruita quella pagina o quel sito, Google capisce cosa tratta.

Il contenuto e l’architettura che diamo al sito sono, quindi, strettamente connessi.

Indicizzazione e posizionamento

A questo punto entra in gioco una distinzione molto importante. Quella tra indicizzare una pagina o un sito rispetto al posizionarla.

Cos’è l’indicizzazione?

Immagina che il tuo sito (il tuo blog post o il tuo ecommerce) sia un libro. Si parla di indicizzazione quando Google lo trova e lo va a mettere nella sua libreria.

Ti posso assicurare che questa non è una cosa scontata perché, purtroppo, a volte, ci possono essere dei problemi tecnici per cui il crawler non riesce ad accedere ad alcune parti del tuo sito o alcune parti del tuo sito potrebbero non essere accessibili.

Cos’è il posizionamento?

Torna a pensare al tuo sito come ad un libro. Google decide dove metterlo. Come in un supermercato, potrebbe renderlo ben visibile o meno.

Nel caso del posizionamento, Google dà un punteggio al contenuto e lo fa in base ad un intento di ricerca. È Google che decide se un sito merita di essere in prima pagina oppure no.

Ad influire sul posizionamento ci sono oltre 200 fattori, che possono essere raggruppati in quattro macro aree.

Autorevolezza

L’autorevolezza si costruisce nel tempo e ci dice è quanto è autorevole un sito.

Contenuto

Se hai creato un contenuto di valore, che è veramente utile, ti posso assicurare che, anche se il tuo sito è più giovane rispetto ad altri, verrà premiato e verrà messo in prima pagina.

User experience 

Se hai un ecommerce, che impiega 10 secondi a caricare, le persone lo abbandoneranno ancora prima di entrare. Questo comportamento degli utenti è un dato di cui Google tiene traccia (si parla di indice di rimbalzo).

In altre parole, se le persone lasciano subito il tuo sito, per Google significa che non ha niente di interessante da offrire. Ciò ti fa abbassare a livello di posizionamento.

A questo proposito, è importante anche come un contenuto è stato scritto. Se hai deciso di utilizzare dei bottoni, se il testo è ben leggibile, come è stata creata la pagina e come avviene la visualizzazione da mobile sono fattori che possono influire sulla user experience.

Parole chiave e intento di ricerca

Importante è anche la capacità di scegliere le giuste parole chiave in base all’intento di ricerca.

Se chiami un prodotto o un servizio con delle parole chiave con cui le persone non ti cercheranno mai nel web, queste ultime non ti troveranno mai.

Come si crea una strategia SEO?

  • Audit

Per prima cosa, si fa un audit e cioè un’analisi che serve ad individuare eventuali errori nella costruzione di un sito.  

Si va a vedere se l’architettura del sito è fatta bene, se l’user experience è buona, sia da desktop che da mobile. Si può, anche, analizzare il traffico organico esistente, per capire quali sono le parole chiave per cui il sito si è già posizionato e come arriva il traffico organico.

  • Analisi SWOT e dei competitors

Questo tipo di analisi è preparatoria all’elaborazione della strategia. Si va a capire come è il posizionamento di questo brand e su quali valori si vuole distinguere.

  • Sviluppo contenuti, backlinks e PR

C’è, poi, la fase di sviluppo dei contenuti, di Content Marketing, e di creazione di una rete intorno al proprio sito.

Il caso di a4mani

Ti porto, ora, l’esempio di un sito di cui ci siamo occupati noi di Sparkylab. Si tratta di a4mani di Romina, che si è rivolta a me perché il suo sito riceveva pochissimi click organici di traffico da Google.

Ci siamo occupati del restyle del sito e del suo miglioramento, anche da un punto di vista SEO .

Romina voleva che il suo prodotto di punta (un set asilo) fosse facilmente vendibile e, dopo soli sei mesi, il suo sito è arrivato in prima pagina su Google.

A4MANI CASO STUDIO

Romina è arrivata in prima pagina con il suo set asilo. Questo cosa comporta? Che le mamme che stanno cercando un set asilo per il proprio bimbo, anche se non la conoscono, possono trovarla nel web. Questa è la potenza della SEO.

>> Leggi il caso studio completo del lavoro fatto con Romina

>> Leggi anche il caso studio di a Little Sailor e dei risultati che ha ottenuto dopo aver frequentato il mio SEO Bootcamp

Come si scelgono le parole chiave?

Come ho accennato, quando si sviluppa una strategia, si fa un’analisi delle parole chiave e si valuta la possibilità che queste parole, poi, convertano.

All’inizio, è meglio optare per parole chiave che hanno sì un buon traffico, ma che non sono troppo competitive, perché riuscire a posizionarsi per parole chiave troppo competitive può essere difficile.

Tieni, poi, presente che non devi puntare ad avere migliaia di persone sul tuo sito, ma ad averne poche, interessate a quello che vendi.

Ricorda, infine, che la SEO impiega tempo.

Se ti rivolgi ad un consulente SEO, che ti dice che in un tot mesi ti porterà in prima pagina, ti si devono rizzare i capelli. 

Qualsiasi consulente SEO, che lavora in modo etico e non fa Black Hat, non può dirti con certezza in quanto tempo porterà il tuo sito in prima pagina. 

La realtà è, infatti, che possiamo solo lavorare con gli strumenti a nostra disposizione e che non possiamo controllare Google e nemmeno tutto quello che fanno i nostri competitor.

Se i tuoi competitor stanno lavorando meglio di te, si posizioneranno più in alto, perché la SEO è democratica e meritocratica e premia solo chi se lo merita.

Ricorda che il tuo obiettivo è arrivare in prima pagina su Google e che, se il tuo sito non è visibile su Google, non esiste.

La SEO oggi: dalla ricerca su Google all’Intelligenza Artificiale

C’è un aspetto importante che sta cambiando il modo in cui le persone cercano informazioni, prodotti e servizi: sempre più persone utilizzano le AI e chiedono direttamente a strumenti come ChatGPT quello che stanno cercando.

Imparare a fare SEO ti dà una forma mentis e un approccio al business online che puoi applicare a tutti i canali, non solo a Instagram, non solo a YouTube, non solo al tuo sito.

La SEO è inoltre una porta d’ingresso molto particolare, perché può permetterti di far incontrare una persona con il tuo business proprio nel momento in cui sta già cercando una risposta.

Cosa puoi fare ora?

scopri seo primi passi

Se sei a zero con la SEO, il mio consiglio è quello di iscriverti al mio video corso gratuito “SEO Primi Passi”.

È un corso video che puoi guardare dove e quando vuoi.

Se vuoi fare controllare il tuo sito, perché non arriva traffico o perché hai il dubbio che qualcosa non funzioni, puoi contattarmi.

Se sai qualcosa di SEO e vuoi approfondire, puoi iscriverti al mio mentoring di gruppo, il SEO Bootcamp, che apre solo una volta all’anno, o fare una consulenza 1:1.

Se sei interessata dai un’occhiata ai mei programmi di mentoring SEO: SEO GLOW. 

La mia missione è cercare di portare il tuo business a vendere di più e aiutarti a creare un business sostenibile con la SEO, che non ti faccia andare in burnout e che sia flessibile.

Ricorda che, nel mondo online, è importante essere aggiornati e che, se vuoi fare sul serio con il tuo business, devi rimanere sempre informata su quelli che sono gli strumenti che hai a tua disposizione.

Francesca

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