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5 anni in business: cosa farei di diverso se cominciassi il mio business da zero

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Grafica cominciare business da zero

Cosa farei di diverso se cominciassi il mio business da zero, domani?

So che molte delle donne che mi leggono vorrebbero cominciare un business da zero o hanno avviato da poco la propria attività e vorrebbero sapere su cosa bisogna focalizzarsi, quando si apre un’attività imprenditoriale.

Ho pensato, quindi, ad un blog post in cui racconto questi miei primi 5 anni di attività imprenditoriale e cosa rifarei di diverso, se dovessi cominciare il mio business da zero.

Tabella dei contenuti

POST AGGIORNATO IL Marzo 22nd, 2024

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Mentre sto scrivendo questo articolo fuori c’è un cielo grigio, che si sposa perfettamente con quello londinese. Mi sembra, quindi, di tornare proprio là, a 5 anni fa, quando iniziavo a muovere i miei primi passi con il mio business.

Era la fine del 2019 e, poco dopo, ci sarebbe stato il Covid.

Avevo concluso il master alla Cass Business School a Londra e, grazie a quello, avevo fatto tutto per bene, dal Business Model Canvas al Business Plan.

Sulla carta, ero pronta; dal punto di vista della teoria, ero pronta, ma, se mi guardo con gli occhi di allora, mi rendo conto di quanto poco sapessi e di quanta strada avrei dovuto fare prima di avere un business consolidato e avviato.

Non scrivo questo per scoraggiarti, ma semplicemente per fare un bagno di realtà.

Dal momento in cui si ha un’idea, al momento in cui si inizia a guadagnare con il proprio business, di tempo ne passa.

Non ti sto dicendo che ci vogliono un certo numero di mesi o di anni. Questo dipende.

Tuttavia, ogni idea, anche solo per maturare, ha bisogno di tempo.

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Cosa mi ha portato ad avviare il mio business

franci con camicia bianca

Quando l’idea è nata dentro di me, ero tra una maternità e l’altra e non potevo dedicarle più di poche ore al giorno. Non considero quel momento come l’avvio del mio business. 

Ero in un paese straniero, a Londra, dove difficilmente avrei potuto continuare il lavoro che facevo prima in Italia come dipendente. 

In quel momento, ero in maternità e non avevo una chiara visione di quello che avrei voluto fare. Non avevo avuto la cosiddetta chiamata, ma avevo una “necessity”, come dicono in Uk.

Volevo ricominciare a lavorare e fare qualcosa che mi facesse sentire utile, non solo come mamma.

Avevo la necessità di ritrovare una nuova me, post maternità, con esigenze e aspettative diverse da quelle di prima.

Sapevo che non avrei voluto un posto dove dover sottostare ancora ad orari fissi, sapevo che avrei voluto essere indipendente economicamente e partecipare anche io al budget familiare e sapevo che non volevo fare quello che facevo prima. Lo consideravo, davvero, un capitolo chiuso.

In altre parole, avevo tante strade a fondo chiuso davanti a me, in cui sapevo di non volermi infilare, ma non sapevo dove volevo andare e non avevo una visione chiara.

Scrivo questo perché, se anche tu sei ancora in questa fase, vorrei rassicurarti. Quello che avevo era una direzione. Da qualche parte si deve cominciare.

Anche tu, devi, innanzitutto, capire dove puntare i piedi e fare il primo passo.

Sicuramente, il fatto di trovarmi all’estero mi ha dato una spinta in più nel gestire questa transizione professionale, cioè nel passare da dipendente all’avviare il mio business.

Ti ho raccontato questo perché, magari, anche tu ora, per vari motivi, hai la necessità di ricominciare da zero. Non vuoi o non puoi continuare il percorso o il lavoro che facevi prima e sai che devi cambiare qualcosa, ma non hai ancora tutte le risposte. La realtà è che non è sempre semplice avere chiara la propria visione.

Per cominciare un business da zero: lavora su di te e sul tuo mindset

La prima cosa a cui devi pensare quando inizi è il tipo di vita che tu vuoi vivere.

Questa è l’unica ragione per cui iniziare un proprio business.

Per capire questo, è importante che tu scavi nel profondo e ti dia lo spazio per pensare e per far germogliare questi semi.

I semi che nel mio caso erano stati piantati proprio durante la pausa della maternità, in quei tre anni, sono, pian piano, germogliati. Ho avuto modo di poter lavorare su me sessa, sulle mie passioni, sulla mia crescita personale e sul mio mindset.

Per farmi ispirare e trovare una direzione, ascoltavo molti podcast di imprenditori in UK.

Questo è, poi, uno dei motivi per cui ho deciso di iniziare il mio podcast: ispirare altre donne che vorrebbero avviare un business.

Quando vivevo a Londra, grazie ad un’amica, avevo creato una sorta di mini mastermind con altre donne in business come me, che erano agli inizi, ed anche questo è stato d’aiuto. Mi ha permesso di avere un gruppo di supporto, composto da persone che condividevano le mie stesse difficoltà, con cui potevo parlare delle sfide che mi trovavo ad affrontare.

Il mio primo consiglio è, dunque, questo: datti lo spazio o creati lo spazio necessario per scavare dentro di te.

Io ero all’estero e so che questo mi ha aiutato molto a fare il salto. Essere lontana dalla mia realtà in Italia ha contribuito a limitare le mie credenze limitatanti.

Non c’era la paura di fallire o, se c’era, non era sommata al “cosa penseranno di me?”.

Non mi conosceva nessuno lì. Mi sono, quindi, lanciata.

So che questo è, invece, per molte persone uno scoglio da superare.

Il lavoro che devi fare con te stessa è, prima di tutto, per fare uscire le idee.

Io ho lavorato molto su me stessa e sul mio mindset ed è stato, davvero, molto importante perché, in questo modo, è stato facile trovare l’idea.

Non è così facile, invece, credere in noi stesse e credere di farcela. Credere che quella sarà l’idea che ci porterà verso l’avere un business di successo. Devi pensare che questa non è una prova e che tu puoi, da sola, prendere decisioni importanti per te stessa e per la tua attività.

Decidi quello che vuoi e puoi fare e fatti accompagnare da una coach. Ascolta podcast e guarda dei video su YouTube. Trova i modi che per te funzionano meglio per trovare il coraggio di fare quel passo, di rompere il ghiaccio.

Devi imparare a sintonizzarti, pensando alla migliore versione di te e a come puoi essere una persona di successo in un business di successo.

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Come avere un business di successo

francesca sorridente

Per me il successo non si basa su quanto rende la mia attività o meglio non solo.

È ovvio che anche la gratificazione economica sia importante, considerate le ore che investo nel mio lavoro.

Per me il successo è un insieme. È fare qualcosa che mi piace.

In fondo, dedico al mio business gran parte della mia giornata e, quindi, per me è importante spendere bene quel tempo, facendo qualcosa che amo fare.

Successo è avere del tempo libero. Non voglio diventare schiava del mio business.

Il mio business deve lavorare per me e farmi ottenere più tempo da dedicare a me stessa ed ai miei affetti.

Una delle cose su cui sto cercando di lavorare, ad esempio, è riuscire a lavorare solo 4 giorni a settimana ed avere il venerdì libero.

Per me successo significa anche sentirmi bene, avere uno stile di vita sostenibile, che mi consenta di godermi famiglia e affetti. Significa, dunque, sentirmi bene, mentalmente e fisicamente, e riuscire a gestire vita lavorativa e familiare in equilibrio.

Pensa, quindi, a cosa significa per te avere un business di successo.

Io non sono arrivata subito a questo. Prima sono passata attraverso un burnout, che mi ha fatto capire che ero arrivata al limite delle mie forze e che quello che stavo facendo aveva creato una versione di me che non mi piaceva. Ero lontanissima dalla mia visione.

Se tornassi indietro, metterei subito dei paletti su ciò che per me conta, in ordine di importanza.

Creati lo spazio per portare avanti il tuo business

francesca con computer

Nella mia pianificazione settimanale, ci sono i momenti dedicati al lavoro, momenti per me e momenti per la famiglia. 

Ora, i miei bimbi sono più autonomi ed ho potuto prendermi più margine per fare di più e per ottenere di più nella mia attività, che è un continuo testare ed imparare. Non solo quando si è all’inizio.

Solo dopo aver raggiunto il limite, ho capito quanto devo investire nella mia routine e nel mio mindset per creare i miei spazi e fare spazio a ciò che mi fa stare bene e che mi fa diventare una persona migliore.

Questo significa imparare a delegare ed a gestire il rapporto di coppia in modo bilanciato, iniziando a chiedere ciò di cui abbiamo bisogno.

Nella mia relazione di coppia, questo è stato un scoglio importante, perché lui era quello che lavorava e io quella che badava ai bambini.

Onestamente, all’inizio, mi andava bene così.

Poi, però, fare la mamma non mi è bastato più e mi è mancata la versione di me ambiziosa, curiosa, impegnata, appassionata e contenta di fare. 

Quando me ne sono resa conto, ho iniziato a sentirmi frustrata.

Il percorso che ci ha portato a ribilanciare i nostri rispettivi compiti in famiglia è stato lungo e non facile. È stato necessario, da parte mia, puntare i piedi e far capire che era arrivato il mio turno, che l’aiuto in caso doveva essere più bilanciato.

Qui, lo so, si apre un grande tema e non è questa la sede per affrontarlo. So, però, che questo è un altro scoglio importante da affrontare, se siamo anche mamme.

Definisci la tua rete di supporto

francesca con tazza

Per riuscire ad avviare un business, è fondamentale che tu abbia una rete di supporto. È una cosa sulla quale ti consiglio di investire subito, anche cercando l’aiuto di qualcuno, che ti supporti nel riequilibrare le reciproche fatiche e responsabilità.

Mentre ero in maternità e mi occupavo dei miei figli, il mio compagno, mentre lavorava, ha fatto un MBA.

Se lo è guadagnato a fatica e lo ammiro tanto per questo. In quei due anni, ogni giorno, si svegliava alle cinque per lo studio, andava al lavoro e, poi, studiava ancora la sera. Nel weekend era a lezione.

Siamo stati un ottimo team.

Ma cos è successo? Lui ha potuto crescere professionalmente, in un momento in cui io avevo tirato il freno e mi stavo occupando, invece, della famiglia.

Questo ha creato una frattura tra di noi.

Ad un certo punto, io mi sono sentita come arenata nella mia carriera, mentre lui stava facendo progressi da gigante e non lo trovavo giusto.

Se lo era guadagnato, ma comunque io sono molto ambiziosa e, nel mio lavoro, ero molto brava. Prima di lasciare il mio lavoro, avevo uno stipendio che, onestamente, era alto per l’età che avevo, rispetto al panorama italiano.

Dopo la maternità, mi sono ritrovata bloccata, a ripartire da zero, insicura di quello che sapevo e che potevo fare, come se la maternità avesse sotterrato le mie capacità o come se le avesse rese non al passo con i tempi.

Andavo ai colloqui di lavoro non convinta di me e delle mie capacità. Consideravo la maternità come un buco nel mio curriculum. Quante credenze limitanti!

Rimanere fuori dal mercato per crescere i nostri figli non significa perdere nessun treno e non significa perdere competenze.

Al contrario, la maternità può essere vista come un vero e proprio master, che fa germogliare dentro di noi nuove skills, che ci torneranno utili anche al lavoro, come l’empatia e il comprendere l’altro.

Pensa all’empatia di una madre nel comprendere cosa vuole e desidera un neonato, che ancora non parla. Per non parlare delle capacità di organizzazione, in qualsiasi situazione, anche solo per uscire per una passeggiata. Bisogna pensare a tutto quello che potrebbe succedere, a tutti i bisogni, dal cibo alla nanna, al conciliare il momento del pisolino, all’intrattenimento.

Quello che voglio dirti è che, nel rapporto di coppia, è importante far capire all’altro quanto è importante il nostro progetto, quanto ci crediamo e quanto vogliamo investire in esso. Dall’altra parte ci devono essere supporto e complicità.

Siete un team perché la famiglia si gestisce in due.

Se sei mamma, il mio consiglio è quello di parlare, chiaramente, con il tuo compagno o marito, per fargli capire in che direzione vuoi andare e come lui dovrà fare la sua parte in questo.

In alternativa, potreste decidere insieme come sopperire alla tua mancanza con altre figure. Si tratta di scelte da fare insieme, di decisioni di coppia e, quindi, il mio consiglio è di coinvolgere il vostro partner sin dall’inizio.

Crea un’audience

Un’altra cosa che farei, se ricominciassi da zero domani, è fare proprio quello che ho fatto quando ho iniziato e cioè creare la mia audience, far crescere una community e far crescere la mia mailing list.

Questo non va fatto solo quando hai prodotto da vendere, ma lo devi fare subito, ancora prima di avere il tuo prodotto e servizio pronto.

Avere un audience, una community, che puoi servire e che puoi rendere partecipe di quello che fai e anche di quello che vorresti fare, è un bene prezioso, su cui investire fin da subito.

Io, grazie al blog, avevo costruito una fitta rete con altre expat italiane sparse nel mondo, che ancora oggi mi porto dietro anche con lo Sparkylab.

Il loro supporto è stato fondamentale per me, quando sono partita. Sono state loro le mie prime clienti.

Il mio consiglio è, quindi, quello di fare tutto ciò che ti pone in rilievo e che ti rende visibile là fuori.

Puoi scegliere tu come: con un blog, con i social, con relazioni dal vivo, partecipando a eventi di networking, andando a eventi, connettendoti con altre donne imprenditrici come te, con un podcast, con i tuoi contenuti. Insomma, nella modalità che preferisci.

Investi in ads, che portino le persone sul tuo sito o sul tuo profilo, anche se ancora non hai un prodotto o servizio. Intanto fai crescere la tua community e permetti alle persone di entrare in contatto con te e di conoscerti meglio.

In questo modo, comincerai a nutrire questa audience con i tuoi contenuti, a farla entrare nel tuo mondo e nel tuo sistema di valori, a farti conoscere meglio e a mostrarle quello in cui credi anche tu.

Puoi iniziare subito a fare questo. Non serve aspettare.

Ti servono visibilità e una community a cui potrai proporre i tuoi prodotti e servizi, una volta che li avrai pronti.

Conosci la tua audience

Se, come me, hai già traffico al tuo sito perché, ad esempio, avevi un blog avviato oppure hai un profilo social, magari cominciato per divertimento, sei già a buon punto.

Devi solo imparare a monetizzare quel traffico e quell’audience.

Devi sapere bene cosa vuole quel gruppo di persone che ti leggono e che consumano i tuoi contenuti, cosa gli piace, cosa cercano, quali difficoltà stanno cercando di superare, cosa vorrebbero per il loro futuro. 

Non intendo dire che devi fare dei focus groups, per conoscere queste persone. Basta anche solo avere un dialogo con loro, ad esempio, tramite Instagram oppure vedendo come reagiscono ai contenuti che crei e che feedback ti danno, magari facendo un sondaggio via mail.

Questo ti può aiutare a perfezionare la tua visione e a definire la mission del tuo business e ti aiuta a capire come servire al meglio la tua audience.

Inizia, quindi, da subito, ad investire sulla tua audience.

Non smettere di imparare

Abbiamo una vita sola e quello che vuoi è creare un impatto. Non fermarti di fronte a quello che non sai. Oggi possiamo imparare facilmente. Ci sono mille modi per farlo, da soli o accompagnati. Non smettere mai di imparare e non pensare che non puoi fare una cosa perché non la sai.

Questo discorso vale in ogni fase della tua attività. All’inizio, quando vuoi, ad esempio, avviare il tuo business e far crescere la tua mailing list. Poi, quando crei il tuo primo prodotto e servizio e, quindi, quando ti occupi della definizione dell’offerta e del posizionamento e nel momento in cui ti dedichi a fare marketing ed alla promozione del tuo prodotto o servizio.

Sono tutte skills che puoi imparare. Non è questo che ti deve bloccare. Anche perché, se hai un business, imparerai sempre a fare qualcosa. Devi farlo per te e per il tuo team.

Devi investire in te e nella tua formazione, se vuoi crescere e con te il tuo business.

In questo mese di fermo per via del mio ginocchio, ho maturato una consapevolezza, che, poi, facendo journaling ho sviscerato meglio. Nei prossimi mesi, seguirò un corso che mi permetterà di raggiungere un livello successivo del mio percorso e del mio business.

Sarà un percorso impegnativo, su cui dovrò investire, non solo denaro, ma, soprattutto, tempo, ma so che è la mia direzione.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: non smettere di imparare e non smettere di investire su te stessa. Scegli le persone da cui vuoi farti accompagnare, in questo viaggio dell’imprenditorialità. Non avere paura di chiedere supporto.

Conclusioni

Se hai letto fino a qui, hai compreso che avviare un business non è una rocket science.

Ci sono alcune cose che è imprescindibile fare e che devi sapere, da cui partire. 

Una volta che conosci gli step da seguire e quello che ti serve, però gran parte del processo è fatto.

Per ricapitolare: invetri su di te, lavora su di te e sul tuo mindset, definisci la tua rete di supporto, creati lo spazio per portare avanti il tuo business, crea una community, un’audience ed accresci la tua mailing list ed impara a fare marketing.

Francesca 

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