
Ciao sono Francesca e sono una Business Coach:
Aiuto imprenditrici e professioniste a costruire una presenza solida online, migliorando la visibilità del loro brand e liberandosi dalla dipendenza esclusiva dai social..
Io stessa ho avviato la mia attività da zero e conosco le difficoltà che una persona incontra quando avvia il proprio business online.
Opportunità e rischi dell’AI
L’AI accelera, semplifica e ci rende più produttivi, ci aiuta e ci potenzia, come se ci conferisse dei superpoteri.
Ha, però, anche un lato oscuro.
Le persone tendono a delegare cose che potrebbero fare da sole senza nemmeno provarci. Stiamo perdendo autonomia, sensibilità, voce e personalità nei testi e questo significa che stiamo abbassando la qualità di ciò che facciamo.
Io stessa sto cercando di limitare l’utilizzo dell’AI, non tanto per quanto riguarda il lavoro, quanto piuttosto nella mia vita quotidiana. Preferisco pensare con la mia testa e cercare le informazioni su Google, piuttosto che guardarle direttamente all’interno di ChatGPT. Sarà un mio retaggio, sarà che mi viene automatico ancora utilizzare Google, ma preferisco conoscere la fonte delle informazioni che leggo.
Voglio decidere quale tra i primi risultati su Google mi è più congeniale e quale mi sembra sia il più adatto alle mie esigenze e non avere già pronta la risposta all’interno di ChatGPT.
In ogni caso, una cosa è certa: se non impariamo a utilizzare e a sfruttare l’AI, verremo sostituite non tanto dall’AI, ma da qualcuno che la sa usare meglio di noi.
Quindi, se pensi: “Non utilizzerò mai questo strumento, perché è qualcosa di estremamente brutto”, secondo me, stai perdendo un’opportunità.
Come usare l’AI per creare contenuti unici
Se sei un’imprenditrice e utilizzi ChatGPT, chiedendo semplicemente idee di contenuto e ottenendo risultati impersonali, sappi che c’è chi sta usando l’AI in modo molto più efficiente.
Se impari a usare bene l’AI, puoi infatti accelerare la creazione dei contenuti, velocizzare la fase di scrittura e guadagnare tempo prezioso.
L’AI ti può inoltre fornire strumenti per lavorare sui tuoi contenuti in modo ecosistemico.
Io, ad esempio, non chiedo “Scrivimi questo”. Prima registro un vocale in cui spiego tutto ciò che voglio fare e poi dico a ChatGPT di riordinare ciò che ho detto.
Ecco cosa puoi fare:
- Quando devi creare un reel o un contenuto importante, fai in modo che ChatGPT inizialmente trascriva il tuo pensiero. La prima cosa che devi ottenere è la trascrizione delle tue parole.
- Chiedi poi di riorganizzare ciò che hai detto, rendendolo fluido, coerente e allineato al tuo tono di voce.
Questo passaggio è fondamentale per l’outcome finale, perché permette all’AI di apprendere il tuo modo di parlare, di ragionare e di conoscere il tuo tono di voce. In questo modo, ciò che l’AI ti restituirà sarà più vicino al tuo stile personale.
Soprattutto, così facendo, la mente pensante rimani tu: la creazione principale non viene delegata all’AI.
In pratica, tu fornisci l’input e, sulla base di esso, l’AI produce l’output. Seguendo questo metodo, una singola idea può diventare la base per creare un intero ecosistema di contenuti.
Io, ad esempio, una volta creata la prima bozza di qualcosa, poi chiedo:
- Degli script per i reel;
- Il testo di partenza per la newsletter (indicando tutti gli argomenti e gli input necessari);
- Il testo per una puntata del mio podcast.
Quindi, da una singola idea, nasce a cascata tutto il resto.
Questo è, secondo me, il modo corretto di sfruttare l’AI: amplificare ciò che già facciamo, senza che si sostituisca a noi.
È questo modo di procedere che ti rende veramente efficiente, che ti permette di mantenere il tuo tono di voce e che consente ai tuoi contenuti di essere diversi.
Come istruire l’AI per creare contenuti che riflettono il tuo stile
Quando utilizzi l’AI per creare contenuti per il tuo business, è fondamentale che ricordi che, se non la istruisci, tenderà a produrre testi in modo automatico secondo schemi predefiniti.
Ad esempio, molti modelli linguistici generano frasi corte e frammentate, tipiche della scrittura inglese da copy. Anche se dai un input verbale, senza indicazioni precise, l’AI continuerà a produrre testi in questo stile.
Per ottenere contenuti coerenti con il tuo tono di voce e il tuo stile, è necessario istruire chiaramente l’AI, specificando cosa vuoi e cosa non vuoi nei risultati. Solo così puoi evitare automatismi indesiderati e mantenere la personalità e l’unicità dei tuoi testi.
Creare chatbot personalizzati per usare l’AI come sostituto virtuale
Un modo avanzato per sfruttare l’AI nel business è creare chatbot personalizzati.
Invece di utilizzare ChatGPT in modo generico, puoi infatti addestrarlo con informazioni specifiche.
Per esempio, per il mio ultimo corso, The Client Ready Website, ho creato un ChatGPT non generico, ma addestrato da me. È come se fosse un mio sostituto.
Ho impartito informazioni specifiche: istruzioni su cosa faccio io, sul mio tono di voce, ho inserito dei file PDF per argomentare tutto ciò che serviva, esempi da cui poteva prendere spunto su come avevo già fatto le cose in passato e delle linee guida da seguire prima di produrre un output, incluse linee guida SEO, esempi di copy e altri esempi specifici.
In questo modo, il chatbot poteva replicare i miei materiali. È come se avessi creato una “mini-me” che vive all’interno della piattaforma, da condividere con le studentesse.
Questo permette loro di lavorare, ad esempio, sul sito e sulla parte di branding, senza dovermi chiedere continuamente informazioni.
Come usare l’AI nel business quando manca l’ispirazione
Quando non mi sento ispirata, uso l’AI per farmi intervistare.
Ci sono, infatti, giorni in cui sono stanca, scarica o in cui la mia mente è confusa.
Ovviamente, la prima cosa che faccio è aprire la finestra, ossigenarmi, cambiare stanza, bere acqua o andare all’aperto.
Se anche questo non basta, non chiedo all’AI di scrivere al posto mio, ma di intervistarmi. Il mio chatbot mi fa delle domande, io rispondo e, attraverso questo scambio, inizia a emergere chiarezza.
Da questo processo, nascono idee di contenuto e processi. Sono attività che normalmente affideresti a un assistente.
Come usare l’AI nel business senza perdere la tua voce
Se il tuo obiettivo è quello di usare l’AI nel tuo business senza rinunciare alla tua voce, ti consiglio di istruirla partendo da te, perché l’AI deve amplificare ciò che fai, non sostituirti.
Nei tuoi contenuti e nel tuo copy, devi trasmettere la componente emotiva, senza scadere nel “l’ho sentito dire” o in testi che si assomigliano tutti.
Tieni presente che l’AI è estremamente efficiente nella parte tecnica, organizzativa e strutturale. Su questi aspetti offre un veramente supporto incredibile.
Ovviamente, l’AI non può insegnarti a scrivere una newsletter. Però può velocizzare il processo, evitarti di fissare lo schermo senza sapere da dove partire e rendere l’intero workflow più semplice.
Se decidi di utilizzarla, invece di partire da un foglio bianco, avrai una struttura di base su cui lavorare e integrare i tuoi contenuti.
Detto questo, se non sai come agganciare il lettore, cosa funziona negli oggetti per aumentare i click, come raccontare una storia, fare storytelling, mantenere l’attenzione, creare call to action o, più in generale, usare lo storytelling per vendere, l’AI non risolverà per te questo problema.
Prima sviluppa queste competenze, poi potrai usare l’AI per applicarle al meglio.
In Email Empire, il mio corso di email marketing, lavoriamo proprio su questi aspetti: sulla voce, sullo stile, sulla struttura, sullo storytelling, sulle tecniche di vendita e sugli angoli da cui puoi raccontare una stessa cosa. Quest’anno il percorso si arricchirà anche di integrazioni ispirate al corso di Programmazione Neuro-Linguistica che ho seguito, con spunti utili da applicare alle tue strategie di vendita.
So che ci sono continuamente novità nel campo dell’AI e che spesso è difficile capire quali indicazioni seguire. Nel Boss Club, abbiamo una sezione dedicata solo all’AI, in cui condivido informazioni già filtrate e testate nel mio business.
È un vero risparmio di tempo per chi ne fa parte, che non deve testare tutto ciò che trova online, perché ha a disposizione un condensato di quello che, secondo me, è il modo migliore per usare l’AI.

Se senti il bisogno di una guida e del supporto di altre imprenditrici, ti invito a unirti a noi nel Boss Club.
Conclusione
L’AI può diventare un valido alleato per il tuo business: ti supporta nell’organizzazione, nella velocizzazione e nell’ottimizzazione del lavoro e dei processi e può aiutarti anche nella creazione dei contenuti, purché impariamo a usarla in modo che produca testi che rispecchiano il nostro stile e non il suo.
Per me è fondamentale imparare a usarla con lucidità, strategia e sensibilità.
Ricorda che, se non impariamo a usarla bene, non saremo sostituite dall’AI, ma da chi la sa usare meglio di noi.
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Francesca
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