Impara a gestire le tue emozioni se sei un’imprenditrice 

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grafica gestire le emozioni con Laura Sforza

Nel nostro percorso imprenditoriale, ci confrontiamo, ogni giorno, con una miriade di strategie e consigli su come raggiungere il successo, ma quanto spesso ci fermiamo a considerare il ruolo che giocano certe emozioni nelle decisioni che prendiamo quotidianamente?

Ognuno di noi porta nella propria attività un carico emotivo che è frutto di sogni e frustrazioni. Ci dicono che dobbiamo essere proattive, sviluppare l'intelligenza emotiva e mettere il cliente sempre al centro, ma, nella realtà quotidiana, come si traducono questi concetti? Come gestiamo le emozioni che influenzano, poi, le dinamiche nella comunicazione con i nostri clienti?

In questo articolo, non parliamo di numeri, strategie o piani. Parliamo di persone, di te e di me, di quel sottile file umano che intercorre in ogni relazione tra cliente e venditore o tra cliente e consulente. Parliamo di come gestire le emozioni.

Tabella dei contenuti

francesca con computer in mano

Ciao sono Francesca e sono una Online Business Expert, ovvero una specialista del marketing online e dei business online, ed una specialista SEO.

Io stessa ho avviato la mia attività da zero e conosco le difficoltà che una persona incontra quando avvia il proprio business online.

Oggi parliamo con Laura Sforza dell’impatto delle emozioni nella nostra vita quotidiana come donne e, allo stesso tempo, come imprenditrici.

Laura è una trainer NLP, certificata da Richard Bundler, negli eventi di Tony Robbins e nelle aule di Claudio Belotti. Laura è anche una life coach ed è specializzata in programmazione neurolinguistica, dinamica spirale, bisogni umani e intervento strategico.

Le emozioni non funzionali

Per cominciare, ho chiesto a Laura come possiamo gestire le emozioni negative, che possono influenzare le nostre relazioni professionali. In altre parole, se siamo delle consulenti o abbiamo a che fare con dei clienti, quali tecniche possiamo attuare per riuscire a mantenere un equilibrio emotivo, che ci favorisca nella relazione con i nostri clienti.

Secondo Laura la chiave è la parola gestione. Spesso, quando si parla di emozioni negative o di emozioni in generale, si pensa a come controllarle. Quando arriva un’emozione che non è funzionale alle situazioni o alle circostanze che viviamo, infatti, la classifichiamo come negativa.

In realtà, come è giusto imparare a gestire le emozioni, è anche giusto imparare a riconoscerle. Alcune sono funzionali ed altre non lo sono. Il primo passo che dobbiamo fare è, quindi, cominciare a riconoscere le emozioni, che definiamo negative, senza farci sopraffare. 

Quando Laura lavora con clienti che affrontano emozioni disfunzionali, il consiglio che dà è quello di riconoscerle e validarle.

Questo significa che tutte le emozioni sono utili. In certe circostanze, alcune non sono funzionali, ma, probabilmente, lo sono in altre. 

Quello che si deve fare è, semplicemente, riconoscere che l’emozione che sta arrivando è un’emozione che, in questa data circostanza, in questo momento preciso della nostra vita, non è opportuna, accoglierla e fare in modo che non vada ad influenzare negativamente le nostre decisioni. 

Come gestire le emozioni negative?

La PNL, la programmazione neuro linguistica, viene in aiuto nella gestione delle emozioni.

Dobbiamo, infatti, cercare di ristrutturare l’emozione, per vedere la situazione da una prospettiva diversa, e cercare di trasformare quell’emozione non funzionale, come potrebbe essere la frustrazione, la paura o l’agitazione, in un qualcosa che possa motivarci, ossia in qualcosa che ci possa aiutare in quella situazione.

In altre parole, quello che dobbiamo fare è cercare di vedere l’emozione da una prospettiva diversa, ristrutturandola, in modo che questa emozione vada ad influenzarci positivamente e non più negativamente.

Un altro strumento che ci viene in aiuto quando dobbiamo gestire le nostre emozioni è la nostra fisiologia.

Spesso ci dicono di andare a fare due passi, piuttosto che di bere un bicchiere d’acqua o fare un respiro profondo. Sono piccole cose che, realmente, funzionano perché aiutano a interrompere un’emozione disfunzionale, ristrutturare immediatamente il nostro pensiero e rifocalizzarci per gestire al meglio la situazione che stiamo vivendo.

Laura ci spiega che sono tre gli elementi che dobbiamo tenere a mente quando proviamo delle emozioni che non sono funzionali.

Si tratta di fisiologia (il corpo), focus e linguaggio.

Il corpo ci viene in aiuto immediatamente. Alzarci, camminare, bere un goccio d’acqua e respirare ci aiuta ad interrompere uno stato emotivo disfunzionale, per poter, poi, reindirizzare il nostro focus e cominciare ad utilizzare un linguaggio, che sia più funzionale alla situazione che stiamo vivendo. 

La cosa importante, in questo momento, è usare un linguaggio con noi stessi che sia proattivo alla situazione e non farci sopraffare e guidare dalle emozioni non positive.

Come affrontare i momenti di stallo e di frustrazione?

Ho, poi, chiesto a Laura come possiamo ritrovare la motivazione per continuare a lavorare in caso di stallo o quando proviamo frustrazione.  

Parliamo di stallo quando ci troviamo intrappolate in un circolo ripetitivo di presa di coscienza, tentativi di decisione e mancate azioni concrete.

Dall’altra parte, c’è la frustrazione, un’emozione che spesso emerge quando, nonostante l’entusiasmo e l’impegno, i risultati tardano ad arrivare. Molte imprenditrici, specialmente quelle che si trovano a muovere i primi passi del loro percorso di business, conoscono bene questa sensazione. 

Laura mi ha spiegato che, in realtà, quello che dobbiamo fare, per interrompere uno stato di stallo o di frustrazione, è molto semplice.

Si tratta, semplicemente, di fare un reset mentale e riprendere il contatto con la motivazione, che ci ha spinte a fare quello che stiamo facendo. È lì che troviamo la spinta. Dobbiamo riconnetterci col nostro perché. Capire per quale motivo abbiamo deciso di intraprendere un determinato percorso. 

Quando siamo concentrate sui risultati immediati, quello che succede è che siamo focalizzate sul momento, al posto di pensare al processo che ci porterà ad ottenere quello che desideriamo raggiungere.

Quello che possiamo fare è andare a spezzettare gli obiettivi in piccoli passi raggiungibili, perché, ogni volta che portiamo a termine un qualcosa, esplode in noi un picco di dopamina. 

Il suo consiglio è, quindi, quello di spezzare i nostri obiettivi in piccoli passi raggiungibili e celebrarli, perché anche progressi più piccoli fanno parte della nostra visione d’insieme. 

Dobbiamo capire quali sono quelle cose che abbiamo reso possibili oggi, che ci stanno avvicinando al risultato che desideriamo raggiungere, e ricordarci perché abbiamo incominciato.

Come trovare un equilibrio tra lavoro e vita familiare?

Ho parlato con Laura del fatto che tante mie clienti, che avevano una carriera, con la maternità, per diversi motivi, hanno deciso di cambiare strada ed hanno avviato una nuova professione. Si sono così ritrovate a dover gestire tutto il carico della vita familiare ed a portare avanti la propria attività. 

Non è facile creare dei confini sani tra quella che è la nostra identità di imprenditrici e la nostra identità di mamme, perché l’ambiente nel quale mettiamo in atto queste due nostre identità è lo stesso e può accedere che queste identità si confondano.

In altre parole, quando ricopriamo il ruolo di imprenditrice e di mamma, pensiamo di dover essere tutto per tutti, in ogni momento ed in ogni situazione.

A questo proposito, Laura consiglia di imparare a mettere dei confini sani.

Dobbiamo applicare la tecnica del time blocking. Va, innanzitutto, bloccato nella nostra agenda del tempo per noi. Secondo per importanza è, poi, il tempo per la nostra famiglia ed, infine, il tempo dedicato al lavoro.

Questa scaletta è importante, perchè, in genere, quando lavoriamo, andiamo a sacrificare noi stesse e la famiglia. Dobbiamo, quindi, proteggere le nostre identità e i nostri ruoli.

Anche la definizione dello spazio è importante per chi lavora a casa. È importante provare, quindi, a ritagliarsi uno spazio fisico, perché questo aiuta a definire un po’ i ruoli ed a far capire agli altri che il nostro è un lavoro.

Come superare la tendenza alla procrastinazione?

Ho chiesto a Laura come possiamo riconoscere quei segnali di procrastinazione, che dovrebbero farci capire che è arrivato il momento di agire, e quali tecniche potrebbero aiutarci a superare la tendenza a rimandare.

Tutti abbiamo vissuto momenti di procrastinazione e, probabilmente, li vivremo ancora tutti.

Tornando, però, a quello che abbiamo detto inizialmente, dobbiamo accogliere quello che sta avvenendo dentro di noi, conoscerlo e riconoscerlo.

Secondo Laura procrastinare è già un modo per decidere.

Questa è una prima consapevolezza: quando procrastiniamo, stiamo decidendo di non fare.

La domanda da farsi è, quindi: che cosa c’è dietro alla procrastinazione? Perché potrebbe esserci una paura che può essere quella di fallire, di non essere all’altezza o anche di avere troppo successo. 

La procrastinazione è solo la punta dell’iceberg. In realtà, quello che dobbiamo capire è cosa c’è dietro al fatto che non decidiamo di agire. 

Ha molto a che fare con la proscarsinazione la scusa della perfezione. La realtà è che abbiamo paura di non avere successo o di averne troppo, di metterci in gioco o di non metterci in gioco. 

L’unica strategia è fare. È decidere di metterci in gioco e agire.

Ci sono persone per cui funziona darsi una scadenza. Un’altra strategia è, poi, quella di dichiarare le proprie intenzioni ad una cerchia di persone, così che, poi, ci chiedano come procedono i nostri piani.

L’unica cosa che può contrastare la procrastinazione è, quindi, decidere di agire, nonostante la paura.

Dobbiamo imparare a trasformare la paura in eccitazione ed essere flessibili e, quindi, consapevoli del fatto che se qualcosa non da i risultati che volevamo e desideravamo, possiamo cambiarla.

Come gestire la sindrome dell’impostore?

Come ultima domanda, ho chiesto a Laura come possiamo gestire la sindrome dell’impostore,  quella vocina che ci fa dubitare di noi stessi e ci fa credere di non essere abbastanza, di non essere all’altezza e di non avere sufficiente preparazione.

Secondo Laura, dobbiamo, semplicemente, accogliere queste emozioni, fare un reset mentale, rifocalizzarci e indirizzare meglio le nostre voci interiori. 

Quella vocina che ci fa dubitare di noi ha un ruolo, che è quello di proteggerci. Quando noi decidiamo di agire e di metterci in gioco, infatti, la nostra mente è settata per tenerci al sicuro e per non farci fare ciò che non è familiare. 

Quello che possiamo fare è dire: “grazie, vocina. So che tu stai, semplicemente, cercando di proteggermi, ma, ora, io ho tutti gli strumenti per affrontare questa situazione.”

Dobbiamo reindirizzare questa voce interiore, che semplicemente ci sta proteggendo, e riconoscere di avere gli strumenti e la formazione adeguata per agire.

Dobbiamo cercare di rifocalizzarci e riconnetterci alle motivazioni iniziali.

Ma come fare?

  • Positive Evidence Journal

Possiamo realizzare un Positive Evidence Journal. Ogni volta che abbiamo un feedback positivo su quello che abbiamo fatto, sul valore che abbiamo dato, sulle persone che abbiamo aiutato, sui clienti che hanno migliorato la loro vita, attraverso i percorsi che abbiamo fatto insieme, lo dobbiamo annotare.

In questo modo, quando arriva quella vocina possiamo leggerlo e riconnetterci con quello che siamo e con il nostro percorso.

  • Chiedere dei feedback

Un’altra possibilità è trovare delle persone che stimiamo e chiedere dei feedback sul nostro valore, su quanto valore diamo con quello che stiamo creando, con il lavoro che stiamo facendo e con i servizi, che stiamo mettendo a disposizione degli altri.

Fondamentale è avere un gruppo di supporto. In questo modo, possiamo sostenerci gli uni con gli altri e far notare alle altre persone quello che loro stesse non hanno ancora la capacità di notare. Spesso, infatti, noi notiamo negli altri molte cose belle, che loro non riescono ancora a vedere. 

LOGO BOSS CLUB

Se senti il bisogno di una guida e del supporto di altre imprenditrici, ti invito a unirti a noi nel Boss Club.

Grazie ai preziosi consigli di Laura, ora, abbiamo diversi strumenti concreti per riconoscere, validare e trasformare le emozioni in alleate.

laura sforza

Se desideri approfondire questi temi, Laura Sforza terrà un webinar gratuito il 2 dicembre, alle 18.

Affronterai con lei tre tipologie di blocchi ed imparerai a sbloccarti, per ritrovare la forza per andare avanti e per costruire, esattamente, la vita che desideri. 

Ti suggerisco, quindi, di concederti un’ora di tempo, per rimettere il focus su te stessa e scoprire, insieme a Laura, come sbloccare il tuo potenziale!

Ascolta il podcast:

Francesca

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