
Ciao sono Francesca e sono una Online Business Expert, ovvero una specialista del marketing online e dei business online, ed una specialista SEO.
Io stessa ho avviato la mia attività da zero e conosco le difficoltà che una persona incontra quando avvia il proprio business online.
Perché puntare sull’email marketing?
Tra gli strumenti di marketing digitale, l’email marketing continua ad offrire uno dei migliori ritorni sugli investimenti. Pensa che, per ogni euro speso, in media, se ne generano 36 in ricavi.
Il 64 % delle piccole aziende utilizza l’email marketing, che è, di fatto, un modo accessibile ed efficace per raggiungere i propri clienti.
Con l’email marketing abbiamo la possibilità di personalizzare il nostro messaggio e di automatizzare le campagne, ad un costo accessibile.
Anche i marketers affermano che l’email marketing è uno dei canali più efficaci. Utilizzare l’email marketing permette, infatti, di generare tassi di coinvolgimento e conversione, di nutrire la nostra audience e di creare relazioni.
La newsletter è un canale proprietario, con cui possiamo veicolare i nostri contenuti, in maniera approfondita, a differenza di quanto accade con i social. È uno spazio in cui possiamo costruire un rapporto diretto e profondo con la nostra audience.
È, però, essenziale scrivere bene, riuscire a mantenere nel tempo una relazione con le persone che ci leggono e, soprattutto, avere sempre un tasso di apertura e di conversione alto. Ma come?
Ho parlato di questi temi con Simone Pazzano, giornalista e storyteller, che ha saputo trasformare la sua passione per la scrittura in una voce autorevole nel mondo delle newsletter. Il suo progetto, Onde, è, un esempio, perfetto di come una newsletter possa creare valore autentico per chi la segue.
Iniziare a scrivere una newsletter di successo
Ho chiesto a Simone di parlare di Onde, la mia lettura preferita della settimana, e di Blu Mediterraneo, le sue newsletter. Gli ho domandato di raccontare quando sono nate, come si sono evolute e che cosa l’ha ispirato, quando ha deciso di iniziare una newsletter.
Mi ha racontato di aver iniziato Onde alla fine di febbraio del 2020. In quel momento, non sapeva se avrebbe, poi, avuto molto tempo da dedicarle. L’obiettivo era quello di trovare un esercizio di costanza con se stesso e di impegnarsi in un progetto, al di là di quelli che seguiva quotidianamente per lavoro.
Un’altra delle ragioni che l’hanno spinto ad iniziare è che non si ritrovava più nelle dinamiche dei social. Non era, infatti, a suo agio nel fare storie parlate, caroselli e post lunghi e, di conseguenza, non riusciva a comunicare come voleva.
Al contrario, mi ha rivelato che scrivere gli è sempre piaciuto molto.
Il suo consiglio per chi non sa se buttarsi è quello di iniziare e di cominciare a fare qualcosa di bello per se stessi.
Nel momento in cui facciamo qualcosa che ci fa stare bene, infatti, il resto viene di conseguenza e, se per qualche assurdo motivo non dovesse arrivare, stiamo comunque facendo un esercizio di costanza e relax.
Onde, che parla di comunicazione, è nata perché Simone voleva condividere un po’ dei temi che ogni giorno approfondisce per lavoro. Voleva farlo in una realtà chiusa (in senso positivo), più tranquilla e rilassante, ed avere un rapporto autentico con i lettori.
Spesso, si pensa di dover avere un grande progetto tra le mani, ma, in realtà, a volte, basta solo iniziare.
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Consigli per coltivare connessioni autentiche con la Newsletter
1. Crea contenuti di valore per la tua newsletter
Simone mi ha spiegato che non segue un piano editoriale, inteso come un elenco di argomenti da trattare settimanalmente, ma che sceglie il contenuto della sua newsletter a seconda degli eventi, dei suoi pensieri e di quello in cui si imbatte nel corso della settimana.
Ogni giorno, va a leggere una raccolta di fonti, fa una specie di rassegna e salva i link agli articoli più interessanti ed a quelli che vuole, poi, inserire nella newsletter. Per fare questo utilizza un app, Raindrop.
L’obiettivo in generale della sua newsletter e, quindi, dei contenuti che va a raccogliere, di settimana in settimana, è quello di portare valore a chi leggerà. Il lettore una volta ne ricava un consiglio sui social, un’altra degli spunti dalla riflessione iniziale o da un’intervista. Quello che conta è che che legge trovi, sempre, qualcosa di realmente utile.
Fatta una selezione delle fonti, Simone si dedica a stendere il testo principale della newsletter ed a riunire i link agli articoli che andrà a citare.
Mi ha raccontato che, a volte, gli capita di scrivere il testo senza pensarci e di accorgersi, poi, che quanto scritto va a toccare, più o meno, gli argomenti dei vari link.
In altri casi, invece, le riflessioni nascono dall’osservare quello che accade nel mondo della comunicazione.
2. Parti da una struttura ben definita
Secondo Simone, per scrivere una newsletter efficace è importante partire da una struttura definita.
Questo è utile anche per il lettore, che, quando già conosce la struttura di base della nostra newsletter, sa come è costruita e cosa può aspettarsi di trovare al suo interno.
3. Raccogli feedback ed analizza i dati
Ho, poi, domandato a Simone come riesce a mantenere alta nel tempo l’attenzione delle persone che lo seguono e quali sono gli argomenti che funzionano meglio secondo lui.
Simone mi ha spiegato che, nel corso degli anni, ha fatto diversi questionari per ottenere dei feedback dai lettori, così da capire se c’è una parte della newsletter che interessa di più.
Ha, poi, unito le informazioni che gli suggerivano le risposte ai questionari alle valutazioni derivanti dall’analisi dei dati. Incrociare dati e feedback è, infatti, essenziale.
Inizialmente, ad esempio, pensava che la riflessione iniziale potesse annoiare, ma, facendo dei controlli, ha capito che non era affatto così.
Insomma, se hai una newsletter, è importante chiedere feedback, analizzare cosa funziona e cosa no e testare, provando, magari, a cambiare ora e orario d’invio.
Testare ed analizzare i dati ci consente, infatti, di migliorare il nostro modo di lavorare.
Quando, ad esempio, vediamo che l’oggetto di una newsletter ha performato meglio di altri, impariamo qualcosa.
L’esercizio e la ripetizione ci migliorano sempre!
4. Crea relazioni basate sulla fiducia
Secondo Simone, hanno un ruolo importante anche lo stile della persona che scrive e l’obiettivo che quest’ultima si pone.
Quando scrive l’oggetto delle sue newsletter, lui, ad esempio, mette un tocco di ironia e cerca di incuriosire il lettore, magari giocando con le parole. Il suo obiettivo è quello di comunicare, fin da subito, perché si dovrebbe aprire la mail.
A proposito di questo, Simone ci ricorda che la SEO gioca sempre un ruolo fondamentale.
CONSIGLIO SEO: Se vuoi creare un titolo efficace, ricorda che molte piattaforme ti consentono di impostare un doppio titolo. Quando scrivi un contenuto che va oltre una semplice riflessione e desideri che sia facilmente trovato su Google, sfrutta questa opportunità. Inserisci nell’apposita sezione il titolo ottimizzato in ottica SEO.
Tornando all’oggetto ed al contenuto delle newsletter, ricorda che è fondamentale mantenere la promessa fatta con il titolo. C’è, infatti, una grande differenza tra un titolo clickbait ed uno persuasivo. Evita, dunque, di scrivere titoli che fanno promesse che non manterrai.
Quando scrivi, cerca di far capire ai lettori, nel modo più chiaro possibile, di cosa si sta parlando, mantenendo le aspettative, così da costruire una relazione duratura con loro.
Se scegli l’email marketing, devi, inoltre, essere disposta ad aprirti con il tuo pubblico.
Dobbiamo, infatti, nutrire la relazione con i nostri lettori, magari, raccontando, ogni tanto, anche qualcosa di personale, così da portare le persone all’interno del nostro mondo e del nostro brand e da riuscire a creare una relazione.
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Come scrivere un buon oggetto per la tua newsletter: sviluppare uno stile inconfondibile
Secondo Simone, scrivere l’oggetto è, forse, la cosa più difficile, che richiede più tempo.
Se per scrivere la sua newsletter, impiega due ore, il tempo dedicato a titolo, oggetto e sottotitolo, pesano, infatti, più di quanto possa sembrare.
Innanzitutto, per lui è importante essere chiari ed avere una firma, che ci consenta di essere presenti nel titolo.
Pensa a quante mail riceviamo tutti ogni giorno. Anche senza vedere chi ne è l’autore, chi riceve una tua mail deve sapere che l’hai scritta tu. Ciò significa che chi apre la posta elettronica e vede mille mail da leggere, deve voler aprire la tua per prima.
Come abbiamo già visto, è altrettanto fondamentale non deludere le aspettative.
Capita di leggere un titolo, pensare che quel contenuto ci sarà utile e, poi, accorgersi che non risponde alle nostre aspettative.
Questo è un altro modo per farsi ricordare. Il problema è che le persone che ci ricordano per questo, ci cancellano.
Importante, per scrivere un oggetto efficace è anche il lavoro di rifinitura.
Prova a scrivere le 5, 6 o 10 versioni dell’oggetto che ti vengono in mente e, poi, aggiustale.
Secondo Simone non esiste la ricetta perfetta. Il suo consiglio è quello di cercare di essere se stessi, di essere presenti ne titolo che scriviamo e di rispettare chi ci legge, evitando di prenderlo in giro.
Ricorda che se non dai valore e non mantieni la promessa fatta, il lettore non aprirà più la tua newsletter o deciderà di disiscriversi.
SUGGERIMENTO: Per scrivere l’oggetto puoi utilizzare strumenti come Chat Gpt. Ad esempio, chiedi di generare 10 idee basate sull’argomento che vuoi trattare. È probabile che nessuna sia perfetta così com’è, ma prendendo spunti da ciascuna e combinandoli insieme, potrai elaborare un titolo davvero efficace.
Si può monetizzare una newsletter?
Ho parlato con Simone della possibilità di monetizzare una newsletter. Secondo lui, il mercato italiano, a differenza di quello anglosassone, non è pronto ad una pubblicazione a pagamento, nè dal punto di vista culturale, né da quello economico.
La newsletter ci consente, però, di monetizzare rafforzando il nostro personal branding.
Con la newsletter, infatti, ti stai mettendo in mostra, stai raccontando chi sei e quali sono le tue capacità e, di conseguenza, i soldi arrivano in altri modi.
Arrivano dei lavori, arrivano persone che ti scrivono, perché vogliono la tua consulenza, e, se cresci abbastanza, ci può essere qualcuno che ti vuole sponsorizzare.
Questi contatti potrebbero arrivare spontaneamente oppure, quando sei sicura dei tuoi numeri e del tuo pubblico, potresti provare a proporre tu a dei brand la possibilità di inserire una sponsorizzata all’interno della tua newsletter.
Attenzione! Cerca brand che siano in linea con la tua newsletter. L’etica nella scelta dei brand con cui vogliamo collaborare è fondamentale.
Quale piattaforma usare per creare una newsletter di successo
Ci sono tantissime piattaforme tra cui scegliere se si vuole avere una newsletter. Ho parlato con Simone di Substack, che è quella che utilizza.
Lui la consiglierebbe a chi ha un progetto editoriale ed, in passato, ha notato di essersi arenata dietro ad aspetti marginali, quali la personalizzazione di colore, foto o logo.
Substack è, infatti, una piattaforma semplice ed intuitiva. Si inseriscono nome ed icona e si inizia subito a scrivere.
Una volta che ti sei scritta, registrata ed hai aperto la tua newsletter, puoi scrivere dei post anche senza mandarli e, se anche non hai iscritti, puoi pubblicarli come se fosse un tuo blog e condividerli sui social o fare lavoro di diffusione nei modi che preferisci.
Substack sta, inoltre, implementando delle funzioni SEO per cui è possibile lavorare anche sotto questo aspetto.
Un altro vantaggio è che è gratuita, a prescindere dal numero di iscritti.
Va, però, considerato che è più complesso gestire le automazioni. È complicato, ad esempio, ricontattare una persona che ha un prodotto nel carrello, ma non l’ha comprato. Per farlo ci si dovrebbe appoggiare anche ad altre piattaforme, creando un ecosistema.
Inizialmente, come ho accennato, il punto debole della piattaforma era l’indicizzazione. Ora, invece, lavorando sul titolo e sulla meta description, le newsletter si indicizzano.
UN CONSIGLIO: Dato che la piattaforma è gratuita, si può fare un passo in più, investendo in un dominio. In questo modo, potrai fare un lavoro totalmente indipendente. Avrai a disposizione la piattaforma e la possibilità di lavorare come meglio credi.
Questo è fondamentale per chi ha già un business, ma non ha ancora un sito o un blog. Tieni presente che il fatto di avere un canale più o meno proprietario, che permette di indicizzarsi, è, davvero, utile. All’inizio, infatti, non si hanno tanti strumenti a disposizione e, grazie ad una mailing list, puoi iniziare a costruire la tua presenza online.
In conclusione, è fondamentale ricordare l’importanza di avere un canale proprietario come la newsletter.
I social sono strumenti preziosi, ma rappresentano un terreno in affitto, mentre la newsletter ti permette di coltivare relazioni dirette ed autentiche con il tuo pubblico.
Il punto di forza sta nel fatto che possiedi i tuoi contatti, una differenza sostanziale rispetto all’avere semplici followers.
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Francesca