
Ciao sono Francesca e sono una Business Coach:
Aiuto imprenditrici e professioniste a costruire una presenza solida online, migliorando la visibilità del loro brand e liberandosi dalla dipendenza esclusiva dai social..
Io stessa ho avviato la mia attività da zero e conosco le difficoltà che una persona incontra quando avvia il proprio business online.
Creare contenuti è un mezzo, non il fine
Quante volte apri Instagram e pensi: “Cosa pubblico oggi?” Oppure vedi un reel che sta andando fortissimo, salvi l’audio e ti dici: “Questo lo devo fare anch’io!”. Poi vai nel tuo tool di AI e scrivi: “Dammi 20 idee” o “Prendi questo contenuto e adattalo al mio tono di voce”.
Anche a me piace fare queste cose. È una parte del mio lavoro di cui continuo ad occuparmi ancora, anche se ci sono delle persone che mi aiutano nella creazione dei contenuti. Non sto, quindi, dicendo che sia sbagliato.
Il problema arriva quando questo diventa il punto di partenza della tua strategia.
Noi non siamo influencer che sono su Instagram semplicemente per autopromuoversi. Siamo su Instagram per promuovere quello che vendiamo: il nostro brand, i nostri prodotti e i nostri servizi. Soprattutto, non pubblichiamo per i like o le views.
Naturalmente, anche io voglio che un contenuto venga visto. Le visualizzazioni sono un dato da tenere in considerazione, ma non sono l’unico dato da guardare.
Quello che dovresti chiederti è se le visualizzazioni ti hanno avvicinato all’obiettivo per cui avevi creato quel contenuto. Creare contenuti per chi ha un business online è infatti un mezzo per raggiungere le persone.
Ogni contenuto dovrebbe quindi rappresentare un piccolo passo verso qualcosa che vuoi ottenere nel tuo business.
Questo è qualcosa che per me è diventato ancora più importante negli ultimi 10 anni, da quando ho iniziato a inserire la SEO in tutti gli step che applico nella creazione dei miei contenuti.
La SEO ti abitua, infatti, a partire da un’intenzione. Qualcuno cerca qualcosa, ha una domanda, ha un bisogno, vuole raggiungere un risultato o soddisfare un desiderio e tu devi capire se e come puoi diventare una risposta.
I 3 elementi per una strategia di contenuti efficace
Per creare contenuti in modo efficace parto da tre elementi: obiettivo, impronta e messaggio.
La SEO entra in tutti e tre questi passaggi, perché mi permette di partire da quello che le persone stanno cercando.
Obiettivo: partire da ciò che vuoi ottenere (e da cosa cercano le persone)
Per creare contenuti che lavorano per il mio business, prima di tutto parto dall’obiettivo, cioè da dove voglio arrivare.
Posso avere obiettivi molto diversi: vendere un determinato servizio, riempire un evento, portare persone nella mia mailing list, far conoscere una nuova offerta o un prodotto, posizionarmi su un determinato argomento, essere chiamata come speaker. Oppure ancora che una determinata tipologia di cliente inizi a riconoscermi come la professionista giusta per un determinato problema.
Questo è il mio punto di partenza. Il contenuto arriva dopo.
Facciamo un esempio molto semplice, partendo da quello faccio in occasione del lancio della mia SEO Challenge.
Il mio obiettivo è molto chiaro: voglio portare le persone a iscriversi.
Una volta che ho chiaro dove voglio arrivare, penso a come portare le persone a trovare il link d’’iscrizione alla SEO Challenge, facendo in modo che quello che racconto nei miei contenuti risponda a un loro obiettivo, a una domanda o a un bisogno.
È qui che entra in gioco il mio approccio SEO, perché non mi chiedo soltanto: “Che cosa voglio vendere io?”, ma anche: “Che cosa stanno cercando gli altri? Quali domande stanno facendo? Quale problema stanno cercando di risolvere? Quali parole utilizzano?”
Per fare questo utilizzo anche degli strumenti SEO che mi aiutano a lavorare sui miei contenuti e a capire meglio quali sono le parole che le persone utilizzano per cercare questo tipo di servizio o di argomento.
Quando dico “cercano”, non penso solo alla ricerca su Google.
Google è uno dei luoghi in cui cerchiamo informazioni, ma oggi possiamo cercare anche all’interno dei tool di AI. Possiamo cercare una parola su Instagram, oppure fare una ricerca su Google e trovare un post su Instagram.
Per me, questo è pensare in ottica SEO. Parto dalle domande e dai bisogni delle persone, faccio un check di come quella domanda viene cercata e, successivamente, capisco come voglio raccontarla.
Non parto quindi chiedendomi “Cosa pubblico oggi?”, ma “Che cosa stanno cercando le persone che voglio raggiungere e come posso trasformare quella ricerca in un contenuto utile per loro?”.
Impronta: definire come vuoi essere riconosciuta (il tuo sweet spot)
Per cosa vuoi essere riconosciuta? Per cosa vuoi che il tuo brand sia riconosciuto? Perché dovrebbero scegliere proprio te?
Questo è il secondo elemento della mia strategia per creare contenuti che lavorano per il mio business, quella che io chiamo l’impronta.
Puoi avere un obiettivo chiarissimo e creare contenuti perfettamente coerenti con quell’obiettivo. Il punto è che, oltre a te, ci sono altre persone che hanno lo stesso obiettivo e che possono offrire qualcosa di simile.
Il motivo per cui una persona dovrebbe scegliere te o il tuo brand è perché tu hai qualcosa diverso dagli altri e questo deve essere chiaro.
Che cosa vuoi lasciare nella testa di una persona dopo che è entrata in contatto con te? Che impronta vuoi lasciare?
Immagina che qualcuno guardi i tuoi contenuti e, dopo essere entrato in contatto con te più volte, debba associare alcune parole alla tua persona o al tuo brand.
Nel mio caso queste parole potrebbero essere: strategia, SEO resa facile, sito come asset, visibilità costruita nel tempo.
Quali sono le parole che vorresti che le persone associassero a te? Quali concetti vuoi che vengano in mente quando pensano al tuo brand?
Quando io creo i miei contenuti, so su quali aspetti voglio distinguermi dagli altri e qual è la mia impronta. Nel mio caso, è un approccio a 360 gradi: non parlo solo di Instagram, solo di sito o solo di mailing list, ma considero sempre l’insieme del tuo ecosistema digitale.
Questo si collega anche alla value proposition: perché una persona dovrebbe scegliere proprio me?
È qui che la SEO diventa fondamentale. Mi aiuta a non costruire semplicemente un’immagine di me o del mio brand che però non trova riscontro nel mercato. Mi costringe a mettere in relazione due mondi: come voglio posizionarmi io e come le persone cercano ciò che faccio.
È proprio nell’intersezione tra questi due mondi che trovi il tuo “sweet spot”, cioè l’incontro tra la tua impronta, ciò per cui vuoi essere riconosciuta, e il modo in cui le persone cercano ciò che fai.
Ora immagina una consulente di immagine che vuole essere riconosciuta per il suo lavoro e vuole lavorare con donne over 40. Potrebbe dire: “Voglio posizionarmi come consulente di immagine per una donna nella sua fase di cambiamento”.
A questo punto dobbiamo chiederci: come cercano le persone quello che lei può offrire?
- “Come vestirsi a 40 anni?”
- “Come trovare il proprio stile over 40?”
- “Come cambiare look dopo i 40?”
- “Quali sono i colori che mi stanno bene?”
Queste ricerche ci raccontano il linguaggio delle persone, le domande che si fanno e anche i diversi momenti in cui possono entrare in contatto con noi.
Possiamo poi chiederci, in riferimento al funnel, a che punto del percorso si trova quella persona: ha già le idee chiare su quello che vuole oppure si sta ancora informando?
È qui che il mio approccio SEO entra nella costruzione dell’impronta: mette in relazione ciò per cui voglio essere riconosciuta con ciò che le persone cercano realmente, utilizzando gli strumenti SEO.
Ti faccio un altro esempio. Voglio posizionarmi come “Life Transformation Mentor”. Nome figo, ma che cosa vuol dire? E soprattutto: le persone cercano davvero “Life Transformation Mentor”?
Probabilmente no. Potrebbero invece cercare cose come:
- “Come cambiare vita a 40 anni?”
- “Come reinventarsi professionalmente?”
- “Voglio cambiare lavoro ma non so cosa fare.”
- “Come ricominciare da zero?”
Su quali di queste ricerche potrei costruire i miei contenuti?
Da questo punto di vista, gli strumenti SEO possono darci idee concrete su come le persone cercano ciò che facciamo. Non solo: ci aiutano anche a capire quali sono le domande che fanno più spesso e a partire proprio da quelle per costruire i nostri contenuti.
Messaggio: tradurre la strategia in valore concreto
Arriviamo al terzo elemento della mia strategia per creare contenuti efficaci.
Il messaggio è la traduzione concreta dei primi due elementi. La domanda quindi diventa: “qual è l’idea che voglio far arrivare a questa persona per avvicinarla al mio obiettivo e, contemporaneamente, rafforzare la mia impronta?”
Tornando all’esempio della SEO Challenge, il mio obiettivo in questo caso è portare le persone all’iscrizione. La mia impronta, invece, è quella di una professionista che rende la SEO semplice, perchè la conosce molto bene, la utilizza da 10 anni e ha un approccio olistico.
Quando creo un contenuto, mi domando: “questo contenuto contribuisce a lasciare quell’impronta?”
Prendiamo questo stesso articolo. Se il mio obiettivo è portarti all’iscrizione alla SEO Challenge, potrei semplicemente dare 10 consigli SEO. Invece ti sto parlando di strategia di contenuti, di obiettivi, messaggi, value proposition e ti sto facendo vedere come utilizzo la SEO.
Questo è coerente con la mia impronta: la SEO inserita nel business, non trattata come una tecnica isolata.
Ti faccio un esempio completamente diverso. Immagina una nutrizionista veterinaria. Il suo obiettivo è vendere più consulenze di nutrizione per cani e gatti, quindi portare proprietari interessati all’alimentazione dei loro animali verso la consulenza.
La sua impronta è: voglio essere riconosciuta come una veterinaria esperta di nutrizione, capace di aiutare il proprietario a fare scelte alimentari consapevoli e personalizzate.
A questo punto si deve guardare la ricerca. Le persone non cercano “consulenza veterinaria nutrizionale personalizzata”.
Potrebbero invece cercare:
- “Quanto deve mangiare il mio cane?”
- “Crocchette o dieta casalinga?”
- “Come leggere l’etichetta delle crocchette?”
- “Il cane può mangiare XYZ?”
In base a quello che gli strumenti SEO suggeriscono, al volume di ricerca, all’obiettivo che si vuole raggiungere e alla fase del funnel in cui si trova la persona, si deve adattare il contenuto, tenendo conto dell’impronta.
Quindi il messaggio non parlerà continuamente di consulenza. Si possono invece creare contenuti che rispondono alle domande che precedono la consulenza. Alcuni di questi contenuti possono vivere sui social, altri possono diventare articoli, altri episodi di un podcast, altri ancora newsletter.
In un secondo momento, posso pensare di inserire un trend che sta funzionando e adattarlo al mio contenuto.
Il trend è però il contenitore, non è mai la strategia.
La stessa cosa vale per il formato: parlato, B-roll, carosello. Sono contenitori, non sono la strategia.
Oltre i trend e i Like: misurare ciò che conta davvero per il business
I like, le visualizzazioni e la reach ovviamente contano. Sono segnali che mi aiutano a capire come un contenuto sta viaggiando, ma non sono l’unica misura del successo di quel contenuto.
Se il mio obiettivo è portare iscrizioni a un evento, non devo guardare semplicemente quanti like porta quel post, ma quante persone si iscrivono partendo da quel contenuto.
Questa settimana, prima di creare il tuo prossimo contenuto, prova a scrivere tre parole su un foglio, partendo da queste domande.
- Qual è il mio obiettivo? Che cosa voglio ottenere?
- Qual è la mia impronta? Per cosa voglio essere riconosciuta?
- Qual è la cosa che la persona deve capire dopo aver consumato il mio contenuto?
Quello che voglio insegnarti è un modo di ragionare: devi partire da ciò che le persone cercano, capire le loro intenzioni, capire quali segnali devi dare, creare contenuti che rispondono a una domanda reale e costruire nel tempo una presenza online che possa essere trovata, per non dipendere solo da un unico canale.
Iscriviti ora alla SEO Challenge e inizia a piantare i semi della tua nuova visibilità:
7 step per creare contenuti in modo efficace

Crea la tua banca dati con idee per i contenuti
Ti capita mai di cercare ispirazione online o su Pinterest e di pensare,”Questo si che è un ottimo titolo per un blog post!” . Quando mi succede, so cosa devo fare, copio e incollo il link e me lo salvo nella mia banca dati. E lo stesso faccio ogni volta che qualcuno mi fa una domanda, o qualcuno della mia community mi chiede spiegazioni, oppure ogni volta che faccio una storia su Instagram e ricevo dei feedback, e anche ogni volta che ricevo un’e-mail e penso tra me e me “Ehi, potrebbe essere davvero un buon post sul blog”!
Non deve avere chissà quale tool sai? Basta anche un semplice foglio excel!
In questo modo avrai un posto al sicuro dove conservarlo e lo potrai recuperare in 3 secondi quando ti serviranno nuove idee.
Organizza i contenuti per macro categorie
Individua tre tematiche principali che vuoi trattare nel tuo blog. Mi raccomando se sei all’inizio con un blog, non più di tre! E poi prendi in mano il tuo calendario editoriale per raggruppare i temi. Quello che funziona bene per me è individuare un macro tema di cui voglio parlare in un mese e scrivo di quell’argomento per tutto il mese.
O se trovi che un mese sia troppo, alterna, ma in questo modo avrai la possibilità di sviscerare per bene un argomento, e di non rimanere a corto di idee…
Nel mio caso ad esempio potrei parlare di plugin di WordPress per SEO.
Fai la tua ricerca di parole chiave
Ti serve per capire se le persone stanno cercando quell’argomento che vorresti trattare.
Se sai di avere un macro tema, e pensi che scriverai almeno un paio di post sul blog, ti consiglio di suddividere le parole chiave in clusters di modo che sei sicuro che non hai già parlato di una argomento simile (e quindi c’è già una parola chiave) associata a quell’argomento in un altro post.
Non devi fare concorrenza a te stessa…
Parti dalla struttura
Cerca di scrivere prima i principali argomenti – che saranno i tuoi sottotitoli dei vari paragrafi – così hai idea della struttura che avrà il post. Per fare questo, puoi prendere spunto dalle stesse parole chiave correlate alla tua principale che hai trovato quando hai fatto la ricerca.
Una volta che hai lo schema, è tempo di elaborare le informazioni e di metterle su carta, on in questo caso nel tuo computer…
Se non fai fatica davanti a un foglio bianco puoi iniziare a scrivere.
Se invece non sei molto abituata a scrivere, potresti voler aprire l’app memo vocale sul tuo telefono e parlare di tutto ciò di cui sai e di cui hai bisogno di parlare e quindi ottenere una trascrizione che dovrai solo rivedere.
E’ un ottimo modo per chi si sente bloccato nella scrittura.
Per quelli che sono su YouTube, potresti usare il tuo schema per strutturare ciò che dirai, registra il video, chiedi al tuo editor video di editarlo per te (o editalo da sola), quindi ottieni una trascrizione e trasformalo in un post del blog.
Creare contenuti in modo efficace ma semplice
Il web non è un libro.
Non dimentichiamoci mai che le persone cercano informazioni online, ma quello che leggono deve essere facile da capire.
Altrimenti potrebbero voler scappare via subito dal nostro sito (che è quello che invece dobbiamo evitare!).
Quando organizzi il contenuto in paragrafi, pensa sempre con la testa del tuo cliente ideale. Quali parole utilizzerebbe?
E poi, cerca di evitare muri di testo: ricorda che la maggior parte delle persone non legge ogni singola parola del tuo post sul blog, scorrerà le sezioni, leggerà quelle a cui è più interessata. E tu vuoi renderlo il più semplice possibile.
Quindi struttura il testo con titoli chiari, elenchi puntati, paragrafi brevi. Lo so che noi italiani cerchiamo di mettere subordinate su subordinate. Ma questo non è il modo in cui le persone leggono ora su Internet.
E se ha senso, puoi anche includere alcuni contenuti visivi: un’infografica, uno screenshot, persino una GIF o un meme può essere utile!
Ho reso l’idea?
CTA: Call to action
Mi raccomando, includi sempre un invito all’azione, anche quando si tratta di un blog post. Forse vuoi che chi è arrivato sul tuo sito prenoti una discovery call, oppure vuoi che diventi parte della tua mailing list. Infine potresti anche voler proporre un prodotto o servizio specifico!
Collegare tra di loro le pagine del tuo sito, in particolare i blog post alle pagine dei servizi o dello shop, ha innumerevoli vantaggi, e piace molto a Google.!
Quindi, mentre crei la schema iniziale, pensa ai modi in cui puoi inserire le tue call to action nel tuo post del blog.
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E infine ti occuperai della parte più importante (almeno per Google) e cioè, l’ottimizzazione del post! So che stavi aspettando che arrivassi qui perché sono la tua specialista SEO di fiducia…
Ottimizza il post per la SEO
Quindi, a questo punto, ti occuperai di inserire i vari tag, e di posizionare le varie parole chiave, nei titoli e nelle immagini. Ma anche nel testo.
Puoi seguire i vari check che ti da il plugin SEO, come RankMath o Yoast SEO: le indicazioni sono spesso precise e puntuali. Ma mi raccomando, non prendere queste indicazione come la Bibbia. Anche se non ottieni il 100% di voto SEO, va bene lo stesso.
Non dimenticare poi di aver associato il giusto intento di ricerca, con il contenuto del tuo post, e di aver utilizzato le parole chiave nella metadescrizione. A questo punto in genere mi metto anche a creare infografiche o immagini, per rendere più invitante l’articolo.
E via, ora sei pronta per pubblicare!
Quindi, per ricapitolare, ecco il mio processo in sette fasi per creare contenuti in modo efficace:
- Crea una banca dati per raggruppare tutte le tue idee
- Organizza i tuoi contenuti, cercando di individuare dei macro temi che possano andare bene anche per 2 o 3 articoli
- Fai la ricerca di parole chiave
- Struttura il contenuto
- Scrivi in modo semplice e avendo in testa il tuo cliente/lettore ideale
- Inserisci i tuoi inviti all’azione
- Ottimizza per la SEO
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Francesca
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