5 caratteristiche di un sito ben fatto

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5 caratteristiche di un sito ben fatto

Quando pensi al tuo sito web, lo vedi come un vero alleato per la crescita del tuo business? Una macchina che lavora per te 24 ore al giorno, attirando potenziali clienti, generando vendite e rafforzando il tuo brand? Oppure è solo un sito vetrina, che qualcuno va a vedere, ma che non ti supporta e non ti fa trovare online?

Ho visto siti bellissimi, con design curati, ma completamente invisibili perché non era stata studiata una strategia SEO o perché mancavano gli elementi chiave per convertire i visitatori in clienti.

In questo articolo, ti mostro le 5 caratteristiche di un sito ben fatto. Scoprirai quali sono le cose che il tuo sito deve avere per essere davvero efficace.

Tabella dei contenuti

francesca con computer in mano

Ciao sono Francesca e sono una Business Coach:
Aiuto imprenditrici e professioniste a costruire una presenza solida online, migliorando la visibilità del loro brand e liberandosi dalla dipendenza esclusiva dai social..

Io stessa ho avviato la mia attività da zero e conosco le difficoltà che una persona incontra quando avvia il proprio business online.

Il test dei 5 secondi: il tuo è un sito ben fatto?

Quando una persona arriva sul tuo sito, capisce subito chi sei, cosa fai, cosa vendi, cosa fa il tuo personal brand e perché dovrebbe interessarsi a te?

Per scoprirlo, prova a fare il test dei 5 secondi. 

Si tratta di un test validissimo, che puoi far fare a chiunque (ma è meglio se si tratta di una persona che non ti conosce). Mostra, quindi, il tuo sito e conta 5 secondi.  

A dire la verità, alle persone bastano 2 secondi per farsi un’idea di quello che trovano all’interno di un sito. In questo lasso di tempo, capiscono se vogliono continuare ad esplorarlo oppure no. 

Se non sai se il tuo sito è ben fatto, puoi far fare questo test a chi non ti conosce ancora. Il risultato è importante perché, se entro pochi secondi, non è chiaro il valore che offri, il valore che offre il tuo brand, quello che vendi e quello che fai, le persone abbandonano il tuo sito.

Tieni presente che ogni pagina del tuo sito deve avere un obiettivo.

Se atterro sull’home page, devo capire subito, nell’above the food, quindi ancora prima di scrollare, cosa fai e cosa vendi. Devo aver voglia di scoprirlo e devo aver voglia di rimanere all’interno del sito. 

Se arrivo su una landing page, non devo essere distratta e devo essere portata a compiere l’unica azione possibile, che è proprio quella per cui la landing page è stata costruita. .

Se arrivo sulla tua pagina “chi siamo”, non devo leggere il tuo curriculum. Mi devi raccontare qualcosa che ha a che fare con te, ma che sia in relazione con me. 

A questo proposito, ti consiglio di andare a vedere come ho costruito la mia pagina “chi sono”, perché si parla di me, ma in relazione alla persona che sta leggendo.

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La capacità di comunicare in pochissimi secondi che cosa fai

Come abbiamo visto, la tua homepage deve avere un obiettivo. Se vendi, devo capire subito qual è il tuo valore, qual è il tuo unique selling point e perché devo comprare da te, se il tuo è un brand misconosciuto. Se offri servizi, devo capire qual è la tua offerta di valore, che cosa ti differenzia dagli altri. 

Il mondo digitale ci ha dato un’incredibile opportunità: la possibilità di lavorare con qualsiasi persona nel mondo. Allo stesso tempo, però, ci ha messo in competizione con tutto il resto del mondo. 

È, quindi, fondamentale che il tuo sito sappia catturare la tua essenza ed esprimerla in modo immediato in poche righe. 

Ti potrebbe interessare anche: 5 cose che la tua homepage deve avere per massimizzare le entrate

Vai sulla tua home page, nella pagina servizi, in una landing page o in una pagina di prodotto del tuo sito e poniti queste domande:

  • Chi non mi conosce capisce subito cosa faccio?
  • È chiaro quello che deve fare?
  • Lo sto guidando nei prossimi step, lo accolgo e lo faccio rimanere il più possibile o lo spingo ad andarsene subito?

Tieni presente che, se il tuo sito carica lentamente, le persone sono tentate di andarsene via prima ancora di vedere cosa offri.

Questo dice molto sul fatto che siamo impazienti, ma è così che gira il mondo. Se il tuo sito carica in più di 5 secondi, le persone se ne vanno. 

A questo proposito, se stai facendo degli ads su quella pagina, ricorda che paghi comunque il click, anche se la persona non converte o addirittura se non vede la pagina.

La prima cosa che il tuo sito deve avere è, quindi, la capacità di comunicare, in pochissimi secondi, che cosa fai, cosa vendi, qual è il tuo unique selling point, qual’è la tua value proposition, che cosa ti differenzia dagli altri o in che cosa il tuo brand si differenzia dagli altri. Deve farlo capire in pochi step, non appena una persona arriva sul tuo sito.

Il design responsive

Il tuo sito si vede bene su tutti i dispositivi mobile?

C’è chi guarda anche il tablet, ma io mi concentrerei principalmente su come viene visualizzato da mobile. 

So che siamo nel 2025 e che questa dovrebbe essere una cosa risaputa, ma, spesso, non lo è. 

Il mio consiglio è quello di fare un controllo ogni volta che pubblichi qualcosa di nuovo. Anche se pubblichi un blog post, che dovrebbe avere una struttura definita. Potresti, infatti, notare, quando lo guardi da mobile, che non c’è molto spazio, che è tutto appiccicato, che alcune immagini non si vedono bene o che i pulsanti sono troppo piccoli.

Il fatto che un sito sia responsive è anche un fattore SEO. È, quindi, qualcosa di molto importante e lo è soprattutto per il tuo utente, che non può arrivare sul tuo sito e non vedere bene i pulsanti, non riuscire a leggere, perché i caratteri sono troppo piccoli o risultano incomprensibili da mobile, oppure perché la pagina non è ben impaginata. 

Se hai creato un carosello con le recensioni, verifica che si legga bene e che si riesca a scorrere anche da mobile.

Sono tanti elementi che vanno controllati, anche se hai un tema o hai acquistato un builder responsive.

Va sempre ricontrollato tutto. Da Google Search Console, lo strumento gratuito offerto da Google, puoi vedere quante persone effettivamente visitano da mobile e da desktop il tuo sito (in realtà, puoi verificarlo anche con Google Analytics, ma, con Google Search Console, sai anche se ci sono dei problemi).

Controlla, quindi, sempre, questi dati. Potresti scoprire che il 70 % delle persone ti guarda da mobile e che ti sei sempre concentrata solo sul desktop. 

Ecco cosa devi controllare per assicurarti che il tuo sito sia responsive:

  • il testo è leggibile, senza zoomare?
  • I pulsanti sono cliccabili facilmente?
  • Le persone capiscono come è strutturato l’insieme?
  • La sequenza degli elementi ha un senso? (Tieni presente che da mobile gli elementi vengono visualizzati uno sopra l’altro e non uno di fianco all’altro);
  • Le immagini vengono visualizzate bene? Ci sono problemi di caricamento?

A questo proposito, verifica che il caricamento sia veloce. Come ho accennato, infatti, anche la velocità di caricamento di un sito è un fattore SEO. Se il tuo sito carica lentamente, le persone se ne vanno e ciò ha un impatto SEO. 

Controlla, quindi, anche da mobile, il caricamento. Per farlo non collegarti al wifi, ma sfrutta il tuo 3G o 4G (anche quando sei in montagna, perché non tutti vivono in città). 

Lead magnet

Il terzo elemento fondamentale, che si aggiunge ai primi due, è il fatto di avere un lead magnet: il modo migliore per catturare il traffico che arriva sul tuo sito e trasformarlo in contatti.

Se i tuoi lead magnet non sono ben visibili, rischi che le persone lascino il tuo sito e che non ci tornino mai più.

Se invece riesci a catturarle, le porti nel tuo mondo, le fai iscrivere alla tua newsletter e, magari, un giorno compreranno da te. Insomma, le fidelizzi.

Tieni presente che un sito non è solo una vetrina. Un sito non serve solo per essere guardato, ma deve trasformare i visitatori in iscritti alla tua mailing list.

Le persone che arrivano sul tuo sito potrebbero, infatti, non essere pronte ad acquistare subito. Nel mare dell’online, dove ci sono sempre più persone e sempre più brand, è difficile rimanere nella mente delle persone. Puoi, però, riuscire a farlo con le mail, perché sono un canale diretto. Le persone vedendoti e leggendoti si ricorderanno di te. Per fare questo, devi, però, avere il loro indirizzo mail. Se non hai modo di rimanere in contatto con loro, hai perso un’opportunità. 

Vai, quindi, a controllare il tuo sito e vai a vedere se i lead magnet (anche nell’home page) sono posizionati bene e se sono visibili.

Ricorda che ci sono più punti in cui una persona, quando arriva sul tuo sito, può scaricare i tuoi contenuti. Possono essere messi in una top bar, in un pop up o all’interno dell’home page o nel footer.

Se non hai ancora un lead magnet e non sai da dove partire, ascolta la puntata numero 80: Costruire una mailing list: guida agli incentivi che funzionano.

Call to action

Il quarto elemento, che non deve mancare in un sito ben fatto, sono le call to action (gli inviti all’azione). Non basta semplicemente guidare le persone all’interno del nostro sito: dobbiamo accompagnarle con azioni continue.

Se una persona visita la nostra pagina chi siamo, la dobbiamo mandare subito ai nostri servizi. Tuttavia, mi capita spesso di vedere delle pagine “chi siamo” senza il collegamento ai servizi. Dove non ci sono delle chiare call to action. Quello che può accadere, in questi casi, è che la persona che sta visitando il nostro sito si distragga, magari perché le arriva un messaggio, e si dimentichi quale pagina aveva visitato. 

Ci devono essere sempre delle call to action ben chiare, degli inviti all’azione: vai a leggere quest’altro articolo, scarica questa risorsa, vieni a visitare il mio shop… 

Funzionano bene anche gli shortcut, cioè delle call to action che permettono alle persone di saltare alcuni passaggi.

Se una persona arriva sul tuo sito e sa già che vuole una strategia SEO, è inutile raccontarle tutto. Deve esserci una call to action, che dice: se sai già che hai bisogno di una strategia SEO, clicca qui. In questo modo, quella persona clicca e viene rediretta o in una parte della stessa pagina o in un’altra parte del sito, dove può compiere subito un’azione (contattarti oppure vedere quanto costa il servizio). 

Ricordati, quindi, di inserire call to action chiare e ben visibili. Devi guidare le persone a compiere un’azione: iscriviti alla newsletter, scarica la guida, prenota una consulenza, visita lo shop, guarda gli ultimi arrivi nello shop…

Mi raccomando, però, non riempire il tuo sito di call to action senza senso.

Social proof

Il quinto ed ultimo elemento, che non può mancare sul tuo sito web, sono le social proof, ossia tutto ciò che fa aumentare l’autorevolezza del tuo brand. 

Si tratta di ciò che ti aiuta a far capire agli altri che sei la persona giusta, che sei proprio tu la persona che stanno cercando.

Tieni presente che, soprattutto se hai un brand che riguarda la salute, le certificazioni sono importanti.  

Metti tutte le risorse che hai a disposizione in evidenza, cosicché le persone dicano: “Caspita hanno parlato di lei in quel podcast o su quella rivista, ha collaborato con questi brand.” 

Inserisci tutte le Social Proof che fanno capire alle persone che sei una professionista valida, con esperienza. Le certificazioni, le collaborazioni, le partnership, le testimonianze e i casi studio sono elementi che aumentano l’autorevolezza del tuo brand, sia in termini di vendita che come personal brand. Costruiscono fiducia e dimostrano il valore che offri.

Abbiamo visto quali sono le 5 caratteristiche di un sito ben fatto. Se il tuo sito non ha questi cinque elementi, probabilmente stai perdendo delle opportunità. 

La buona notizia è che tutto è risolvibile. Gli interventi che ti ho suggerito, non richiedono competenze tecniche, ma sono molto semplici da mettere in atto. 

Se vuoi essere sicura di ottimizzare il tuo sito, per fare in modo che sia un reale supporto e non una vetrina, scarica la risorsa che ho creato per te e rinnova il tuo sito in meno di 10 minuti!

Ascolta il podcast:

Francesca

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